Koulibaly: "Napoli è casa mia. Il 3-0 con la Juve? Mi ha fatto male"

Omar Abo Arab
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Lunga intervista a cuore aperto quella rilasciata dal difensore del Napoli Kalidou Koulibaly, con il senegalese che sembrava ormai ad un passo dal lasciare l'azzurro poi rimasto in Campania a guidare la difesa di mister Gattuso. Koulibaly, in esclusiva a Napolimagazine.com, ha parlato del suo amore per la città e delle sue prospettive, tornando anche sulla sconfitta a tavolino inflitta contro la Juve.

Koulibaly in azione | MB Media/Getty Images
Koulibaly in azione | MB Media/Getty Images

Da sei anni guida la difesa del Napoli, è corretto dire che non ha mai pensato di andarsene? Napoli è casa sua...

"Si. Quando sono arrivato a Napoli ricordo che non sono mancate le difficoltà, perchè c'era un pò di timore per quello che sarebbe stato il mio rendimento. Mi sono messo subito a lavoro. Ho sempre voluto far parte di questa squadra, di questa città. Mi hanno dato tanto da quando sono arrivato e voglio restituire la stessa fiducia che ho ricevuto dal primo giorno che sono qui. La fiducia che mi hanno dato i tifosi è stata importante, mi hanno dato ulteriore conferma della scelta che ho fatto di rimanere qua. Sono molto contento oggi, stiamo facendo un bel lavoro, la mia famiglia sta bene a Napoli ed io sono felice di essere qua".

A quale allenatore è rimasto più legato e perché?

"Dico la verità, tutti. Sento ancora tutti. Benitez è stato il mio primo allenatore quando arrivai al Napoli, Ancelotti, Sarri e anche mister Gattuso, ma anche quelli che ho avuto prima come Dominique Bijotat che mi ha lanciato nel mondo dei professionisti in Francia. Tutti mi hanno dato qualcosa. Se oggi sono il calciatore che tutti conoscete lo devo anche per le esperienze avute con questi allenatori".

Koulibaly e Sarri | AFP Contributor/Getty Images
Koulibaly e Sarri | AFP Contributor/Getty Images

Quattro vittorie su quattro in campionato, si può dire che è un Napoli da scudetto o è troppo presto?

"Troppo presto. Sappiamo che il campionato è molto lungo, ci sono squadre molto forti. Siamo consapevoli che dobbiamo vincere le partite. Ogni partita è difficile, lo abbiamo visto nel week end a Benevento: era un derby, tutti pensavano fosse facile, mentre noi sapevamo che un derby non è mai una partita come le altre. Abbiamo dimostrato di avere la mentalità giusta, sono contento di questo, dobbiamo continuare a crescere".

Brillanti contro l’Atalanta, concreti contro il Benevento con Insigne e i cambi vincenti di Politano e Petagna: qual è il vero Napoli?

"Sappiamo che la strada è molto lunga. Abbiamo tanti giocatori in rosa. Da inizio stagione dico che Petagna farà gol, ci aiuterà, e lo abbiamo visto contro il Benevento. In attacco abbiamo tanti calciatori bravi, affrontarli da avversario mi avrebbe messo un pò di paura. Osimhen, Mertens e Petagna non sono giocatori banali, possono fare male, sono felice di averli in squadra. In difesa dobbiamo fare un lavoro importante, il mister ci sta aiutando, siamo ancora di più una famiglia. Dobbiamo dimostrare il nostro valore sul campo".

Giuseppe Bellini/Getty Images
Giuseppe Bellini/Getty Images

Quanto vi è dispiaciuto non disputare Juventus-Napoli? Spera di recuperarla e di togliere il -1 in classifica?

"Quello che mi ha fatto male è stato il 3-0 a tavolino. Stiamo facendo un gran lavoro per non prendere gol e i risultati si stanno vedendo. Avremmo potuto giocare la partita, con le armi che abbiamo avremmo potuto far male alla Juventus. Siamo un pò dispiaciuti, dobbiamo guardare avanti. Questa partita è stata decisa così, i dirigenti stanno facendo il loro lavoro, noi pensiamo al campo. Giovedì ci sarà una partita molto importante e vogliamo rimetterci in pari".

Vincere l’Europa League resta un vostro obiettivo come detto da Gattuso? La sfida con la Real Sociedad è già decisiva?

"Ha ragione Gattuso. Contro l'AZ abbiamo disputato una gara corretta e il gol preso ci ha un pò ammazzato, ci è mancato il gol. Dobbiamo ripartire dagli aspetti positivi ed essere più cattivi. In Europa League senza la giusta cattiveria agonistica puoi giocare anche 100 minuti ma non fai gol. Se in difesa siamo solidi, in attacco sono più liberi di arrivare alla conclusione. Ripartiamo da quanto di buono fatto contro il Benevento, dobbiamo essere concreti".

Marco Rosi/Getty Images
Marco Rosi/Getty Images

Premesso che il capitano resta Insigne, cosa prova quando indossa la fascia sul braccio?

"Provo molto orgoglio. So che Lorenzo è il primo capitano, ma non dobbiamo dimenticare che ce ne sono tanti altri in squadra. Mertens, Ghoulam, Hysaj e Mario Rui sono quelli che parlano di più nel gruppo e sappiamo che tutti siamo fondamentali. Quando indosso la fascia di capitano non nascondo che mi fa molto piacere, perchè so che in quel momento rappresento tutto il popolo napoletano e voglio che loro siano orgogliosi di me. Per questo motivo faccio l'impossibile per essere all'altezza della situazione. Darò sempre il 300% per i tifosi, per ripagarli dell'affetto che mi danno".

Tra i compagni di squadra, ha un grande rapporto con Ghoulam: presto lo rivedremo ai suoi massimi livelli?

"Ghoulam per me è già tornato ai suoi livelli. E' il mister che deve fare le scelte, il mister sta facendo bene, darà l'opportunità sia a Faouzi che agli altri. Ghoulam è un fratello per me, da quando sono arrivato a Napoli sono sempre con lui. Le nostre famiglie sono sempre insieme. Sono convinto che sarà sempre pronto al momento giusto".

MB Media/Getty Images
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Con Bakayoko ed Osimhen ha costituito una linea centrale di ferro: come si sono integrati in squadra?

"E' stato facile integrarsi per loro. Sono due bravi ragazzi, che ascoltano i consigli. Sono ottimi calciatori, lo abbiamo visto già nelle prime partite, dobbiamo continuare ad aiutarli perchè non conoscono ancora benissimo il calcio italiano. Abbiamo bisogno del contributo di tutti per arrivare fino in fondo".

Se le dico Scudetto e Coppa Italia, ritornando in Champions: a fine anno sarebbe felice?

"Chiaro che sarei felice. La strada è ancora lunga. Pensiamo al presente, alla sfida contro la Real Sociedad, che sarà molto difficile. Vogliamo rimettere le cose a posto dopo la prima sconfitta. Poi penseremo al campionato. Vincere aiuta a vincere, se vinci una partita poi vuoi vincere la successiva,, per cui prima pensiamo all'Europa League".

Si è fatto promotore di messaggi contro il razzismo e di solidarietà contro la violenza, ricordiamo i tifosi con le maschere “Siamo tutti Koulibaly”: nota atteggiamenti diversi dopo che se ne è parlato?

"Secondo me dobbiamo continuare così. Nel mondo dello sport continuano a verificarsi episodi, ma stiamo facendo dei passi avanti. Non dobbiamo far calare l'attenzione sull'argomento, contiamo sull'aiuto di tutti. Anche nel nostro spogliatoio siamo attenti a questi argomenti e mi fa molto piacere".

DeFodi Images/Getty Images
DeFodi Images/Getty Images

Cos'è cambiato dall'arrivo di Gattuso? Si è passati dal 4-3-3 al 4-2-3-1 e viceversa, è un allenatore dal carattere forte. Che rapporto ha con il mister?

"Ho un rapporto molto positivo con Gattuso, perchè non si trattiene e dice le cose in faccia. Quest'aspetto in passato ci è mancato, perchè ci vedevamo belli. Il mister ci ha dato quello che ci mancava, con più opzioni a livello tattico. Quest'aspetto ci aiuterà molto, possiamo vedere due Napoli differenti con il 4-3-3 e con il 4-2-3-1. Può essere utile anche durante le partite. Gattuso, per me, è come un padre. Mi sta sempre vicino, mi dà consigli. Gattuso vuole ritrovare il Koulibaly di 2-3 anni fa e penso che siamo sulla strada giusta. Mi dà grandi motivazioni e positività, conta su di me e io lo faccio volentieri perchè lui si mette a mia disposizione ed anche io sono a sua disposizione".

Cosa promette ai tifosi azzurri? Questo calcio senza tifosi è uno sport diverso...

"Spero che i tifosi possano tornare presto ad affollare le tribune di tutti gli stadi, soprattutto i nostri. Giocare al San Paolo senza i nostri tifosi è un pò triste. Faremo il possibile per regalargli un pò di felicità. Essere in campo ed esultare senza chi fa il tifo sugli spalti è molto strano, ci hanno sempre sostenuto e i nostri avversari nel sentirli avevano sempre paura. Daremo il massimo in attesa che possano tornare a tifare allo stadio e dopo ancora di più".

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