Kvaratskhelia e De Ketelaere, il mercato a due velocità: Napoli gongola, il Milan aspetta (ancora) Mr. 35 milioni

Arriva la sosta e con essa il tempo per i primi bilanci dati dal campo. San Siro ha consegnato al Napoli la vetta della classifica (in coabitazione con l'Atalanta) ma non ha spento l'entusiasmo del Milan. Proprio lo scontro diretto per lo scudetto ha offerto una sfida nella sfida, quella tra due dei colpi più interessanti dell'ultimo mercato estivo: Khvicha Kvaratskhelia da una parte e Charles De Ketelaere dall'altra. Stessa età (classe 2001), due ruoli diversi e due storie diverse, per il percorso che li ha portati in Italia e per l'impatto che i due hanno avuto nei loro primi passi con le nuove realtà: e da questo punto di vista, la bilancia al momento pende in favore del georgiano.

SOTTOVALUTATO, CHE IMPATTO! - Kvara è arrivato a Napoli quasi in sordina, un colpo che ha stuzzicato l'attenzione dei più esperti ma è stato quasi sottovalutato dal grande pubblico. E da diverse big che hanno avuto l'occasione di prenderlo, tra cui anche Juventus e Milan. Gli azzurri invece ci hanno creduto, ad aprile hanno chiuso l'affare con 10 milioni di euro che sono finiti nelle casse della Dinamo Batumi. Fin dai primi allenamenti ha impressionato i compagni e anche il verdetto del campo conforta al momento la decisione di Giuntoli e De Laurentiis, perché l'impatto di Khvicha è stato immediato e poderoso. Non solo per il mero apporto in zona gol (4 reti e 3 assist in 9 presenze complessive tra Serie A e Champions), più in generale ha saputo cancellare il fantasma di chi lo ha preceduto (doloroso l'addio del capitano Lorenzo Insigne) e si è gradualmente consolidato come uno dei perni del gioco di Spalletti: l'intesa con Osimhen è nata subito ma allo stesso tempo ha permesso al Napoli di avere soluzioni alternative e non patire la 'dipendenza' dal nigeriano.

A PASSO LENTO - Più lento e meno fluido l'inserimento di De Ketelaere. Il Milan e i milanisti lo hanno aspettato tanto, una trattativa lunga e che ha impegnato Maldini e Massara, riusciti poi a strappare l'accordo al Bruges per 35 milioni complessivi tra parte fissa e bonus, che hanno reso il giovane belga uno degli acquisti più costosi della storia recente rossonera. L'attesa è stata accompagnata da un entusiasmo crescente per vedere CDK in azione, nell'immaginario rossonero un potenziale 'nuovo Kakà' prendendo con le pinze il paragone ovviamente. L'attesa e l'entusiasmo sono ancora lì, da soddisfare a pieno, perché l'impatto sul gioco rossonero ancora non è stato continuo ma ha vissuto più di lampi: quelli, ad esempio, che hanno consentito ai rossoneri di pareggiare a Salisburgo (giocata a centrocampo che dà il la alla ripartenza di Leao), sbloccare la partita con il Bologna (assist per Leao) o riprendere seppur momentaneamente il Napoli a San Siro (libera Theo Hernandez). Manca il gol, ma fiammate che hanno fatto capire perché Maldini e il Milan hanno deciso di puntare forte su di lui, ma ora Pioli è al lavoro per far sì che questi sprazzi di classe diventino la regolarità e trasformino il belga in una stabile soluzione di gioco, capace anche di dare all'occorrenza un'alternativa alla stella assoluta della squadra, quel Rafa Leao mancato nella sfida di San Siro. Nessuna bocciatura precoce dunque, i rossoneri in un certo senso aspettano ancora il vero De Ketelaere, quel '10' del futuro invocato a gran voce nelle scorse stagioni, ma l'attesa è un rischio che il Diavolo ha calcolato e accettato, investendo su CDK per il presente ma anche per il futuro. Con la speranza, però, che i tempi di inserimento si accorcino il più possibile: Kvaratskhelia corre e anche veloce, ora tocca a De Ketelaere accelerare il passo.