L’architetto giapponese Tadao Ando guest editor di Domus per 2021

Red
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Image from askanews web site
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Milano, 3 dic. (askanews) - E' Tadao Ando il guest editor dei dieci numeri di Domus del 2021. Prosegue con l'architetto giapponese, dunque, il viaggio della rivista fondata da Gio Ponti nel 1928 sulla rotta del 10x10x10 (10 architetti per 10 numeri per 10 anni) che la traghetterà verso il compimento del centesimo anno di vita. Dopo Michele De Lucchi, con cui nel 2018 il "viaggio" ebbe inizio, e a seguire Winy Maas e David Chipperfield, ora il testimone passa a Tadao Ando, tra i più noti esponenti dell'architettura contemporanea, cresciuto nel Giappone della ricostruzione postbellica, dove, prima di avvicinarsi all'architettura da autodidatta, ha condotto una vita varia e poetica di cui uno dei poli è l'agonismo della boxe.

L'approccio puro ed elegante, capace di conferire leggerezza e linearità alle sue architetture attraverso materiali come il cemento e il ferro, sono cifre distintive che si ritroveranno nei 10 numeri di Domus del prossimo anno. L'idea stessa di eternità che ha cercato di realizzare con le sue "opere", affinchè durino per sempre non nella forma ma nel ricordo dell'umanità, è al centro manifesto d'intenti per Domus 2021: "Ogni cosa è destinata a sfiorire e sbriciolarsi. La storia dell'architettura è una traiettoria fatta di sfide che affrontano questa verità - scrive - Vorrei fare dell'eternità, un'idea che l'uomo insegue da tempo immemorabile, il tema di Domus 2021. Con eternità qui non si intende la persistenza o la perpetuazione della materia o della forma fisica. È piuttosto l'Eternità legata all'intangibile, alle emozioni e ai ricordi che vivono nel cuore e nella mente di noi tutti. La natura universale dell'eternità non è innata, ma dipende dall'umanità".

Proprio il fattore umano, il valore delle emozioni e dei ricordi, la responsabilità dell'individuo rispetto alle trasformazioni e il suo essere parte integrante della natura, sono un tassello nella costruzione del pensiero del nuovo guest editor che, sempre nel manifesto, spiega la complessità del mondo contemporaneo: "Oggi è estremamente difficile comprendere cosa tiene insieme la nostra società. Negli ultimi dieci anni, ci sono stati cambiamenti molto rapidi. I molteplici e consistenti progressi nella tecnologia dell'informazione hanno inghiottito l'intera società umana nel nome della globalizzazione, con sistemi di network che entrano in ogni aspetto della nostra vita quotidiana. La pandemia di Covid-19, che ci ha costretto a introdurre il 'distanziamento sociale' come contromisura all'infezione da virus, ha accelerato queste evoluzioni. Siamo all'interno di una curva di sviluppo ascendente di cambiamenti significativi, come avvenne per le rivoluzioni industriali dei secoli passati. Queste evoluzioni con tutta probabilità si intensificheranno per andare a creare un nuovo mondo che non possiamo nemmeno iniziare a immaginare. Anche l'architettura e la progettazione subiranno probabilmente una massiccia trasformazione, dalle strutture industriali ai sistemi produttivi fino ai metodi espressivi. I segni di questi cambiamenti sono già evidenti. Tuttavia, per quanto drastici possano essere questi mutamenti, resta il fatto che gli esseri umani fanno parte della natura. Siamo creature fragili, fatte di carne e ossa, che amano il contatto con gli altri e vivono poggiandosi sui propri ricordi. Quindi, anche il valore essenziale dell'architettura - creare un habitat per lo spirito umano, mantenere vivi i ricordi e la storia, promuovere la cultura attraverso il paesaggio urbano - deve rimanere immutato".

La figura di Tadao Ando in Italia, tra le altre cose, è legata a quella dello stilista Giorgio Armani per il quale nel 2001 aveva creato l'Armani/Teatro di via Bergognone a Milano. Alla sua carriera, poi, lo stilista milanese, in occasione dell'ultimo Salone del Mobile del 2019, aveva dedicato la retrospettiva, "The Challenge", presso gli spazi dell'Armani/Silos

"Siamo onorati di avere Tadao Ando nella nostra squadra - ha commentato Maria Giovanna Mazzocchi, presidente di Editoriale Domus - Con Domus 10x10x10 vogliamo ogni anno presentare una visione del futuro che invita a non seguire gli eventi ma ad anticiparli. Sono certa che la nitida idea del mondo a cui lui lavora da sempre sarà una grande opportunità di conoscenza per i lettori di Domus e per la società civile che si raccoglie attorno alla nostra rivista. Come Ando, anche noi siamo convinti che l'architettura sia in grado di cambiare la società. Per questo motivo gli apriamo le porte della nostra comunità e salutiamo il suo arrivo con l'emozione e l'entusiasmo di una nuova avventura che inizia".

A coordinare l'opera del nuovo guest editor sarà Walter Mariotti, direttore editoriale dell'intero sistema Domus e responsabile della continuità del progetto 10x10x10: "Domus non si ferma, il suo viaggio continua a evolvere, a sorprendere, stimolando una riflessione senza pari nel panorama editoriale internazionale. L'arrivo di Tadao Ando conferma quanto siamo globali e al pari, quanto l'architettura e il design siano centrali nel dibattito contemporaneo. Il 2020 ci ha ulteriormente ricordato quanto sia necessario, e urgente, ripensare i modi e le forme della vita associata, dalla gestione dello spazio pubblico al modo di lavorare e spostarsi - ha sottolineato Mariotti - Poter contare sulla visione di Tadao Ando, che oltre ad essere un architetto di immenso successo è un intellettuale di tutto tondo, è per Domus un grande onore. Quando per la prima volta gli chiesi il suo programma mi rispose: 'Attraverso l'architettura e il design, vorrei offrire l'opportunità di pensare all'essenza della cultura umana, agli elementi che dovrebbero rimanere costanti mentre il mondo che ci circonda si evolve'. Un'opportunità che Domus sarà felice di cogliere e condividere con tutti i suoi lettori".