L'Iran reagisce, pioggia di missili su basi Usa in Iraq

Isaac Esposito/Handout via REUTERS
Isaac Esposito/Handout via REUTERS

Due razzi sono caduti sulla Green Zone di Baghdad, dove hanno sede diverse ambasciate tra cui quella americana. L'attacco è avvenuto quasi 24 ore dopo che Teheran ha lanciato missili nelle basi irachene che ospitano forze di coalizione americane, in risposta all'uccisione da parte degli Stati Uniti di Qasem Soleimani. L’operazione era iniziata all’1.20 (00.20 italiana), stessa ora in cui è stato ucciso Qassem Soleimani a Baghdad il 3 gennaio, l’attacco delle forze armate iraniane alle basi americane in Iraq. Almeno 35 missili hanno colpito la struttura di Ain Al Asad, che è andata distrutta, e la base a Erbil. Secondo l’Iran i morti sarebbero 80.

VIDEO - Missili iraniani su basi Usa in Iraq: illesi i militari italiani a Erbil

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La Guardia Rivoluzionaria ha annunciato l'operazione "Soleimani Martire", lanciata per vendicare l'uccisione del generale iraniano. "La nostra feroce vendetta è iniziata", ha aggiunto la Guardia Rivoluzionaria, la Repubblica islamica ha dato vita a due round di raid contro le basi americane con esplosioni registrate anche nella capitale Baghdad”.

Nella base di Erbil, sede di parte del contingente italiano in Iraq, i militari si sono rifugiati nei bunker. La Difesa ha successivamente confermato che nessun soldato italiano è rimasto ferito nell’attacco.

Secondo quando riferito dalla CNN, gli Stati Uniti sarebbero stati informati in anticipo dell'attacco iraniano alle loro basi dagli iracheni, i quali erano stati allertati da Teheran. Baghdad, secondo la fonte, avrebbe comunicato a Washington "quali basi sarebbero state colpite" dopo averne ricevuto comunicazione dagli iraniani.

Trump: “Iran non avrà mai l'atomica finchè ci sono io”

Finchè sarò io presidente l’Iran non avrà un’arma nucleare”. Lo ha dichiarato Donald Trump, in apertura del suo discorso alla Casa Bianca. "Nessun americano è rimasto ferito, solo piccoli danni ma i nostri soldati sono rimasti incolumi”, ha poi rassicurato parlando alla nazione americana. Dietro di lui tutto lo stato maggiore della sua amministrazione, dal vicepresidente Mike Pence, al segretario di stato Mike Pompeo al capo del Pentagono Mark Esper.

“Gli Stati Uniti imporranno nuove sanzioni all'Iran - ha proseguito il Presidente Usa - Tutte le opzioni restano sul tavolo per contrastare questa minaccia. Teheran deve abbandonare le sue ambizioni nucleari e finire di sostenere il terrorismo”. E ancora: “Dopo l'attacco alle basi Usa, sembra che l'Iran stia allentando la tensione, che è una buona cosa per tutte le parti in causa. La Nato deve essere più coinvolta in Medio Oriente". Poi l’invito rivolto a Europa, Cina, Russia ed altri Paesi ad “uscire dall'accordo sul nucleare iraniano”.

“Il generale iraniano Qassem Soleimani era un mostro, il maggiore terrorista mondiale, con le mani sporche del sangue dei soldati americani e iracheni", ha aggiunto Trump, spiegando le ragioni del blitz che ha portato all'uccisione dell'alto ufficiale dei Pasdaran.

Infine un messaggio al popolo e ai leader iraniani: “Gli Usa sono pronti ad abbracciare la pace”.

VIDEO - 5 domande sull’Iran

Rohani agli Usa: “Vi cacceremo dalla regione”

L'Iran caccerà gli Stati Uniti dalla regione. Lo ha affermato il presidente iraniano Hassan Rohani, al termine di un incontro di governo. "Voi avete tagliato la mano di Soleimani dal suo corpo, noi taglieremo il vostro piede dalla regione", ha detto Rohani, citato dai media iraniani.

“Il generale Soleimani - ha poi scritto su Twitter il presidente iraniano - ha combattuto eroicamente contro l'Isis, al Nusra, Al Qaeda e altri. Se non fosse stato per la sua guerra al terrorismo, le capitali europee sarebbero ora in grande pericolo. La nostra risposta finale alla sua uccisione consisterà nel cacciare tutte le forze Usa dalla regione", ha aggiunto.

VIDEO - Le truppe straniere di stanza in Iraq

Nuova minaccia dell’Iran: “Pronti ad attaccare obiettivi Usa”

Stando a quanto annunciato da una fonte dei Pasdaran alla tv di Stato iraniana, almeno 15 missili avrebbero colpito le basi Usa e nessuno è stato intercettato dall’esercito statuinitense: "Circa 104 obiettivi degli Stati Uniti e dei suoi alleati locali sono sotto osservazione da parte dell'Iran, e se commetteranno un errore, siamo pronti ad attaccarli".

L'Iran ha poi minacciato "risposte ancora più devastanti" in caso di nuovi attacchi statunitensi. La Guardia Rivoluzionaria ha fatto inoltre sapere che, se l'Iran sarà attaccato sul suo territorio, "Dubai, Haifa e Tel Aviv verranno colpite in un terzo round di attacchi". Teheran ha infine minacciato di colpire direttamente l'America sul suo territorio se Washington reagirà.

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L'Iran "non vuole un'escalation di violenza, ma si difenderà contro ogni aggressione", ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif. Teheran "ha intrapreso e concluso proporzionate misure di autodifesa" prendendo di mira la base dalla quale "è stato lanciato un attacco codardo contro nostri cittadini e funzionari", ha aggiunto.

L’attacco, secondo Zarif, è stato condotto per “legittima difesa” contro un “attacco terroristico” compiuto con l’uccisione del generale Soleimani. "Non ho dati precisi sul numero" delle vittime dell'attacco alle basi Usa in Iraq, ha aggiunto Zarif ma “ciò che è certo è che la Repubblica islamica ha preso di mira una base degli Stati Uniti da cui avevano colpito il comandante Soleimani e che avevano usato in passato per attacchi contro le forze della Resistenza. Perciò è stato un obiettivo legittimo secondo il diritto internazionale".

Attacco Iran, Khamenei: “Non faremo un passo indietro”

L'Iran "ha dato uno schiaffo agli Stati Uniti con l'attacco missilistico alle sue basi militari, ma non è ancora abbastanza e la presenza corrotta degli Stati Uniti dovrebbe finire". Lo ha detto il leader supremo iraniano, Ali Khamenei, in un messaggio in tv.

Il leader ha poi proseguito: "Coloro che pensano che se facciamo un passo indietro i nostri problemi saranno risolti commettono un errore. Credono che non dovremmo far arrabbiare gli Stati Uniti, ma invece dovremmo lasciarli arrabbiare".

“Dovremmo conoscere i nostri nemici e i modi per affrontare i loro stratagemmi" e "per nemici, intendo gli Stati Uniti, il regime sionista e il sistema arrogante, che comprende un gruppo che saccheggia il mondo e reprimere la gente", ha aggiunto.

Il Tweet di Trump dopo l’attacco

I caccia militari iraniani si sono successivamente mossi sorpassando il confine aereo con l'Iraq per contrastare ogni possibile attacco da parte delle forze aeree statunitensi. Non si è fatta attendere la reazione americana con i caccia militari partiti da una base negli Emirati Arabi che hanno sorvolato i cieli della Siria nell'area di Deir Ezzor, nell'est del Paese.

 "Va tutto bene! Missili lanciati dall'Iran a due basi militari in Iraq. Stiamo facendo una ricognizione dei danni e delle vittime in queste ore. Abbiamo le truppe più forti e meglio equipaggiate al mondo". Questo il commento a caldo, sui social, del presidente americano Donald Trump.

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