La Flop 5 dei giocatori dell'andata dei quarti di Champions League

Davide Martini
·4 minuto per la lettura

Dal pressing a tutto campo alla ritirata. Quasi due anni dopo il trionfo di Kiev il Liverpool completa il proprio percorso a ritroso contro lo stesso avversario. Dal Real Madrid al Real Madrid, da una sconfitta all'altra, da quella che aprì di fatto un ciclo a quella che forse lo chiude. Al netto delle tante assenze ha fatto specie vedere i Reds giocare un calcio così difensivo al "Di Stefano": merito dell'avvedutezza tattica di Zidane, ma anche dell'involuzione della squadra di Jürgen Klopp, tradita dai propri singoli, ma non solo. Gli stessi che, De Bruyne a parte, non hanno brillato in un Manchester City ancora rinviato di fronte al palcoscenico europeo. Ma dal prossimo step, se ci sarà, il livello delle difficoltà si alzerà...

1. Ozan Kabak (Liverpool)

Ozan Kabak contro il Real Madrid | Gonzalo Arroyo Moreno/Getty Images
Ozan Kabak contro il Real Madrid | Gonzalo Arroyo Moreno/Getty Images

Se i Reds resteranno fuori dalle prime quattro in Europa e magari non parteciperanno neppure alla prossima Champions le cause saranno tante. Da una naturale stanchezza dopo due anni e mezzo vissuti a tavoletta ad un calo di rendimento generale. Ma a fare la differenza in negativo sarà stata soprattutto la fase difensiva. L’assenza di Van Dijk non è stata tamponata dall’ingaggio del centrale turco. Al “Di Stefano” è testa a testa con Nathaniel Phillips per individuare il peggiore, ma se l’ex Bolton ha l’attenuante dell’assenza di esperienza a questi livelli, da un giocatore così celebrato come il classe 2000 era lecito attendersi molto di più nonostante la giovane età. Non parte male, ma solo sul piano tecnico. Quando c’è da difendere mostra la corda e a differenza di altri suoi compagni non migliora, anzi, durante la partita.

2. Emre Can (Borussia Dortmund)

Emre Can in azione contro il Manchester City | Michael Regan/Getty Images
Emre Can in azione contro il Manchester City | Michael Regan/Getty Images

Poter interpretare tanti ruoli è un pregio nel calcio moderno, anzi spesso una necessità in particolare per calciatori come l’ex juventino, non dotati di una tecnica sopraffina, ma protagonisti in squadre top proprio grazie alla propria duttilità. A grandi livelli, però, i limiti emergono, così non paga la scelta di Terzic di schierarlo in regia. Impacciato, macchinoso e senza idee, il turco-tedesco è l’uomo in meno dei gialloneri in entrambe le fasi. Gravissimo l’errore che avvia l’azione del gol di De Bruyne, dalla quale non riuscirà a riprendersi.

3. Trent Alexander-Arnold (Liverpool)

L'intervento di Trent Alexander Arnold | Soccrates Images/Getty Images
L'intervento di Trent Alexander Arnold | Soccrates Images/Getty Images

L’approccio della squadra è disastroso. Altro che Gegenpressing, Klopp ordina la ritirata facendo emergere i limiti tattici e soprattutto tecnici, anche di giocatori insospettabili. Il retropassaggio “alla Kulusevski” che origina il 2-0 è figlio dello sbandamento dopo l’incredibile, per ingenuità, errore di posizionamento che spiana la strada a Vinicius nell’azione del vantaggio. Considerando che in mezzo la squadra mancava di esperienza e malizia, da un giocatore come lui ci si aspettava ben altro rendimento, al netto dei suoi limiti nella fase difensiva che sono noti. Cresce nella ripresa, ma la sua spinta è improduttiva.

4. John Stones (Manchester City)

John Stones contro il Borussia Dortmund | Michael Regan/Getty Images
John Stones contro il Borussia Dortmund | Michael Regan/Getty Images

Sarebbe dovuto essere il quarto di finale più scontato e invece per il momento i Guardiola boys sembrano giocare con il freno tirato in Europa quando la posta in palio inizia a scottare. De Bruyne e Gundogan a parte, deludono un po’ tutti, a cominciare dal centrale della Nazionale, scherzato da Reus nell’azione del pareggio, ma sottotono anche prima e dopo tra distrazioni, errori tecnici e incapacità di guidare il reparto nei movimenti in uscita.

5. Jérome Bôateng/Niklas Süle (Bayern Monaco)

Niklas Sule e Jerome Boateng | Soccrates Images/Getty Images
Niklas Sule e Jerome Boateng | Soccrates Images/Getty Images

Ci concediamo la licenza di optare per un ex aequo, simbolico per la serata da brividi della difesa del Bayern. La squadra di Flick si allontana dalla difesa del titolo certamente anche a causa dell’assenza di Lewandowski, ma al termine di una partita dominata a livello di predominio territoriale e occasioni la sconfitta arriva per i clamorosi errori individuali e di reparto della difesa. Detto che la coppia Sule-Alaba non è la migliore al mondo, il tedescone sbaglia tutto e di più sui primi due gol, facendosi beffare da Neymar e tenendo in gioco Marquinho. Un infortunio lo toglie presto dal campo, ma l’esperienza di Boateng non migliora le cose. Statico e ingenuo, il campione del mondo è insicuro e si fa passare tra le gambe il pallone del 3-2.

6. Allenatore: Jürgen Klopp (Liverpool)

Jurgen Klöpp a fine partita | Angel Martinez/Getty Images
Jurgen Klöpp a fine partita | Angel Martinez/Getty Images

Impostare una partita difensiva contro un Real Madrid più evoluto tatticamente rispetto agli anni d’oro poteva anche essere una buona idea, ma senza esagerare. I Reds invece restano a guardare per quasi tutto il primo tempo al “Di Stefano” per volontà dell’allenatore, che tiene basso il baricentro e rinuncia in avvio alla qualità di Thiago Alcantara, salvo fare marcia indietro dopo poco. Il risultato è di snaturare la filosofia di gioco alla base di tanti successi e di mettere in evidenza i limiti tecnici dei propri centrali difensivi. Per il livello dei quali, almeno qui, il tecnico tedesco non ha colpe…

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