La Flop 5 dei peggiori calciatori della 37ª giornata di Serie A

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Dal sogno di chiudere al primo e secondo posto dopo un'attesa di 10 anni dall'ultima accoppiata milanese in classifica, tanti ne sono passati dall'ultimo scudetto del Milan, all'incubo che tocchi proprio ai rossoneri restare fuori dalla prossima Champions League dopo aver stazionato tra le prime quattro per tutto il campionato. Il Milan spreca inaspettatamente il primo match point per coronare una stagione da protagonista e scopre che l'ultima occasione per chiudere il match a proprio favore è... sul servizio degli avversari. L'obbligo di vincere in casa dell'Atalanta, vera e propria bestia nera dei rossoneri negli ultimi due anni, aumenterà fatalmente la pressione sui giocatori di Pioli, che hanno già mostrato di subirla eccome, la pressione, proprio contro il Cagliari. Il tutto, poche ore dopo l'assist mancato dei cugini dell'Inter, caduti in casa della Juventus, ora rivale numero uno del Milan per il 4° posto, in una partita in cui la squadra di Antonio Conte è stata piegata dagli svarioni del Var, ma anche dal proprio appagamento.

1. Matteo Darmian (Inter)

Juan Cuadrado e Matteo Darmian | Soccrates Images/Getty Images
Juan Cuadrado e Matteo Darmian | Soccrates Images/Getty Images

Al termine di una settimana paradossale, in cui tra mugugni per le dilazioni dei pagamenti e liti interne, ci si è scordati dello scudetto appena conquistato, l’Inter spreca l’occasione di legittimare il proprio trionfo in casa della squadra alla quale ha scucito il triangolino tricolore che era ormai una seconda pelle per i grandi rivali. Nerazzurri deconcentrati e tutt’altro che cattivi, a parte rare eccezioni. L’ex torinista ed Eriksen sono i peggiori: il danese si rialza in parte nella ripresa, l’esterno disputa un primo tempo da mani nei capelli tra il rigore ingenuamente procurato su Chiellini e affanni continui di fronte allo scatenato Cuadrado. Inevitabile la sostituzione all’intervallo.

2. Hakan Calhanoglu (Milan)

Calhanoglu contro il Cagliari | BSR Agency/Getty Images
Calhanoglu contro il Cagliari | BSR Agency/Getty Images


Vederlo abbracciato con Maldini poco prima dell’inizio della partita aveva incoraggiato i tifosi del Milan, speranzosi che il turco come tutti i compagni avesse la carica giusta per conquistare i tre punti che mancavano per completare la Missione, e magari poi annunciare il rinnovo del contratto. Niente di tutto questo e se per il secondo punto i margini sarebbero stati comunque pochi, l’ennesima stecca in una partita importante ne fa il peggiore della serata. Gioca in maniera contratta, denotando nervosismo che si tramuta in una prestazione anonima, priva di personalità e di giocare di qualità. Senza Ibrahimovic era il giocatore più tecnico della rosa e più esperto e avrebbe dovuto prendere per mano i compagni, ma finisce per nascondersi.

3. Francesco Acerbi (Lazio)

Acerbi in azione contro la Roma | Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images
Acerbi in azione contro la Roma | Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images


L’highlander mostra qualche crepa. Dopo aver dovuto saltare a dicembre a causa di un problema muscolare le prime tre partite dopo una lunghissima serie da onnipresente, la primavera ha segnato una comprensibile flessione nel rendimento della prima riserva della Nazionale nel proprio ruolo. Prima la squalifica contro il Genoa, ora la pessima prestazione nel derby in cui si fa sovrastare da Dzeko sotto tutti i punti di vista, fino a meritarsi l’espulsione nel finale per doppia ammonizione, appena la terza della carriera e la prima dal gennaio 2019. Il suo appannamento è quello di tutta la squadra al termine di una stagione lunga e piena di complicazioni e c'è pure l'infortunio che fa tremare Mancini.

4. Mërgim Vojvoda (Torino)

Riccardo Saponara e Mërgim Vojvoda | Gabriele Maltinti/Getty Images
Riccardo Saponara e Mërgim Vojvoda | Gabriele Maltinti/Getty Images

Dopo i due gol che sembravano aver avvicinato sensibilmente la salvezza, il bosniaco finisce dietro la lavagna nel disastroso pomeriggio di La Spezia. Saponara lo scherza per tutto il primo tempo, non solo nell’azione dalla quale nasce il vantaggio, complice anche la scarsa assistenza dei compagni e l’assenza di contromisure dalla panchina. L’esterno di Nicola, uno dei tanti ai quali evidentemente non ha giovato il riposo contro il Milan, procura anche ingenuamente il rigore su Pobega, confermando i già noti limiti nella fase difensiva, questa volta non arginati neppure dallo schieramento della retroguardia a tre.

5. Berat Djimsiti (Atalanta)

Berat Djimsiti | MB Media/Getty Images
Berat Djimsiti | MB Media/Getty Images

La stecca che non ti aspetti. Nel giorno della nuova festa per la conferma in Champions, l’Atalanta registra la peggior prestazione del campionato di una delle rivelazioni della stagione. Il centrale albanese sbaglia tutto fin dall’inizio, entrando in campo poco concentrato contro il Genoa anche in un primo tempo in cui la squadra di Ballardini, con tanti giovani in campo, sembra già in vacanza. Un malinteso con Romero fa subito spaventare Gollini, ma il peggio viene nella ripresa, con il pasticcio sul primo gol di Shomurodov e le impreviste difficoltà di fronte al giovane Caso, che lo salta come un debuttante. Succede, ma che giornataccia…

6. Allenatore: Stefano Pioli (Milan)

Stefano Pioli | Soccrates Images/Getty Images
Stefano Pioli | Soccrates Images/Getty Images

Il peggiore degli incubi, o delle illusioni. Dopo aver pasteggiato per due volte in tre giorni a Torino con altrettante goleade e dieci gol realizzati e nessuno subito, il tecnico emiliano deve assistere al blocco psicologico della propria squadra sul più bello e di fronte ad un avversario privo di motivazioni, se non quella di ben figurare. Il Milan visto contro il Cagliari torna quello molle di gran parte del girone di ritorno, in particolare in casa. Squadra senza idee, ma anche senza ritmo, cambi di passo e giocatori di personalità in grado di prendere in mano la situazione. Ma anche senza le giuste mosse dalla panchina, perché di ribaltoni tattici non ne arrivano mai, perché il cambio Bennacer-Meité è tutto meno che indovinato e perché mandare in campo Mandzukic negli ultimi due minuti assomiglia di più a una frecciata alla società che a gennaio non gli ha messo a disposizione una vera alternativa a Ibrahimovic, tanto invocata.

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