La Juve avvisa Pirlo: andare in Champions non basta più per rimanere in panchina

Nicola Balice
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A volte la parola summit o vertice non piace. Ma qualunque sia il termine che si voglia utilizzare per definirlo, domenica sera dopo la sconfitta con il Benevento c'è stato un confronto in casa Juve. Il dialogo è continuo e puntuale, inevitabile però capire che questa volta sia stato diverso dal solito. Dopo una figuraccia di queste proporzioni, a meno di due settimane dal clamoroso flop europeo col Porto, non è che potessero volare troppi sorrisi. Sono tutti delusi e arrabbiati, non potrebbe essere altrimenti, da Andrea Agnelli in poi. Il presidente bianconero in particolare ci ha messo la faccia, si è esposto in prima persona fin dallo scorso agosto quando la Juve ha esonerato Maurizio Sarri per virare verso la rivoluzione legata ad Andrea Pirlo. Ma ora che marzo non è nemmeno terminato, proprio la posizione del tecnico bianconero, fino a pochi giorni fa protetto da una sorta di immunità, è quella più in bilico. Sono tutti sotto esame da qui a fine stagione, non potrebbe essere altrimenti. Solo che con una stagione o un nuovo ciclo da programmare, mentre Fabio Paratici sembra sempre al timone dell'area sportiva nonostante un contratto in scadenza almeno sulla carta (come tutti gli altri dirigenti), da domenica sera è definitivamente cambiata la posizione di Pirlo.

IN BILICO – Nonostante tutto, l'allenatore della Juve si poteva ritenere al sicuro in vista della prossima stagione. C'era un progetto e questo doveva andare avanti, anzi c'è un progetto. Gli alibi non mancavano. Passi falsi, difficoltà, delusioni, erano state messe ampiamente in preventivo. Persino l'eliminazione in Champions contro il Porto era stata archiviata senza colpi di testa. Soddisfatto non era nessuno, chiaro. Però la sconfitta interna col Benevento, arrivata in questa maniera, è stata quella che ha fatto scattare una volta per tutte l'allarme. Con una nuova linea chiara già presa e ridefinita dal confronto interno di domenica sera. La qualificazione in Champions, seppur unita alla Supercoppa e magari alla Coppa Italia, da adesso non basta più: resta meno del minimo. Oltre a tutto questo serviranno prestazioni convincenti, atteggiamenti giusti, mentalità vincente. Serve un finale di stagione da Juve. Altrimenti la rivoluzione di Pirlo sarà finita ancora prima di poter festeggiare il suo primo anniversario. Un esonero immediato? Non appare come un'opzione, per quanto pronti via la Juve si giocherà tutto tra Toro, Napoli e Genoa, solo se pure la zona Champions apparisse davvero a rischio si prenderanno decisioni ancor più clamorose. Intanto la posizione di Pirlo è già completamente diversa: da domenica è cambiato tutto.