La Juve dice che resta, ma Ronaldo vuole andare via. La missione impossibile di Mendes: chi lo prende?

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Caso sì, ma anomalo. Caso aperto fino al 31 agosto, inevitabilmente. Anche se fino a prova contraria Cristiano Ronaldo resterà un giocatore della Juve, magari suo malgrado. Perché, piaccia o no, la situazione è sempre quella che si racconta ormai da mesi. La panchina di Udine può confermare o smentire, è poco più che un dettaglio. Così come le dichiarazioni ufficiali che vedono la Juve assicurare che Ronaldo resterà alla base: non si può dire nulla di diverso, d'altronde di proposte formali alla Continassa non ne sono arrivate. Ieri più di oggi Allegri ha provato a mettere un punto, quello stesso punto che Ronaldo non ha voluto mettere nel suo sfogo di martedì sera su Instagram. Una sintesi, semplicistica ma efficace è la seguente: CR7 vuole andare via, la Juve non lo trattiene. Manca però la soluzione giusta, che Jorge Mendes sta cercando da mesi e non ha ancora individuato, provando ancora a farcela anche se ormai può sembrare una missione impossibile. Ecco perché è un caso aperto ma anomalo: qui non c'è un giocatore che vuole andare via e un club che lo vuole trattenere (come Vlahovic per intenderci), qui non c'è un giocatore che è distratto in attesa che il suo club accetti l'offerta giusta (come Correa per esempio). Qui ci sono un giocatore e un club pronti a lasciarsi, sanno da tempo che sarebbe la soluzione migliore per tutti, semplicemente manca l'acquirente. Sembra clamoroso considerando che il giocatore in questione è Cristiano Ronaldo, ma è proprio così. Il super agente Mendes ha bussato alla porta di ogni top club d'Europa, senza successo almeno fin qui. Il processo di normalizzazione che Allegri ha già avviato nei confronti di CR7 sta convincendo il fuoriclasse portoghese ad abbassare le sue pretese, con Mendes che continua a bussare alla porta di quei top club che ancora cercano un colpo in attacco: il conto alla rovescia è partito, servirà un'impresa a Mendes per trasformare tutti i “no, grazie” ottenuti questa estate. Ma finché sarà possibile ci proverà.

QUANTI RIFIUTI – Al di là della questione Real e del botta e risposta via social con Carlo Ancelotti, quando sta per cominciare l'ultima settimana di trattative CR7 deve prendere atto di tutta una serie di rifiuti ricevuti per motivi tecnici o economici. Allo Sporting ha detto di no lui, troppo presto per un ritorno a casa. Ma il Real gli ha detto di no per esempio, prima e dopo l'avvento di Ancelotti, uno come Florentino Perez non è disposto a cambiare idea. La pista United si accesa e spenta a intermittenza, servirebbe una drastica riduzione di ingaggio e all'ipotesi di uno scambio con Paul Pogba non hanno mai realmente aperto i Red Devils: già, perché la Juve comunque non si accontenterebbe di un saluto e un risparmio alla voce stipendi, vorrà qualcosa per privarsi di Ronaldo a maggior ragione a questo punto. Non dice di no all'addio, anzi. Ma qualcosa in cambio lo deve ottenere. Così si arriva alla telenovela Psg, collegata a doppio filo col Real, perché pure Kylian Mbappé è ancora fermo al suo posto pur volendo andare a Madrid dove al più tardi si accaserà a parametro zero: il gioco di incastri Mbappé-Real, Ronaldo-Psg, Icardi-Juve è rimasto in piedi a lungo, poi il Psg ha colto al volo l'opportunità di ingaggiare Leo Messi cominciando a ipotizzare la realizzazione della coppia di fuoriclasse più forte di tutti i tempi. L'aggiunta di CR7 a Messi (e Neymar), spot naturale anche del Mondiale in Qatar, però, resta vincolata alla partenza di Mbappé, colpo a cui Perez non si arrende nonostante le resistenze di Al-Khelaifi. Un no dietro l'altro, Mendes è arrivato a bussare addirittura alla porta del Manchester City, un'opzione che appare fantascienza considerando il regno di Pep Guardiola, per motivi più tecnici che personali (nel calcio poi si possono facilmente accantonare). Insomma, Mendes lo ha proposto a tanti, a tutti i club che potrebbero permetterselo, senza successo almeno fin qui. Allora Ronaldo resta un giocatore della Juve fino a prova contraria. Ma proverà ad andare via. E Allegri, se dovesse riuscirci, non lo tratterrà di certo.

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