La Juventus incanta anche senza Higuain: Pjanic imprescindibile per Allegri

Allegri cambia diverse pedine nella Juventus: resta fuori anche Higuain, ma Pjanic si conferma la grande colonna della squadra.

A grande sorpresa, stupendo cronisti e frequentatori del fantacalcio, Max Allegri contro il Torino ha schierato Gonzalo Higuain inizialmente in panchina. Questione di turnover o, se vogliamo usare espressioni nostrane, di partite ravvicinate. Dietro l'angolo c'è l'impegno contro l'Olympiacos, gara che la Juventus dovrà obbligatoriamente vincere per iniziare a pedalare in Champions League.

Nel triangolo composto da Barcellona, Sassuolo e Fiorentina, il Pipita non ha convinto: nervoso, lento – anche di pensiero – e poco preposto al sacrificio. Ecco perché, approfittando dell'abbondanza in attacco, l'allenatore livornese ha deciso di concedere un po' di riposo ad un elemento importante; al di là del momento poco felice, il bomber argentino rappresenta l'eccellenza assoluta: in Italia ed in Europa.

Nel derby della Mole, per la verità mai in discussione complice un Baselli in vena di sciocchezze, Allegri ha schierato Mandzukic nel suo ruolo originario – punta centrale – piazzandogli dietro Dybala e sui lati Douglas Costa (a sinistra) e Cuadrado (a destra). Risultati, al netto della superiorità numerica, interessanti. Manovra fluida, ben orchestrata, impreziosita da un'altra doppietta della Joya, e che ha saputo rispettare pienamente il piano match ideato dal tecnico toscano.

Il bomber croato, in buona salute, ha messo in seria difficoltà fisica sia N'Koulou sia Lyanco. D'altronde, soprattutto nelle stracittadine, il 31enne di Slavonski Brod si esalta; e, verosimilmente, questo aspetto ha inciso in termini di scelte riguardanti l'undici base. Inoltre, in virtù di un discorso pressoché già chiuso nel primo tempo, Allegri ha concesso circa 30' della ripresa a Bernardeschi, altra pedina destinata a scalare gerarchie gradualmente.

Tuttavia, la morale complessiva è un'altra. Questa Juventus può fare a meno di tutti, ma non del genio a metà campo, il quale entra in tre dei quattro goal realizzati dalla Vecchia Signora, sfoggiando per intero il repertorio del Pjanic 2.0 bianconero: pressing alto, personalità, due assist e, il che non fa mai male, la gioia personale. Rispetto ai tempi capitolini, l'ex giallorosso nel capoluogo piemontese ha imparato a conoscere la parola leader. E, dopo qualche mese di apprendistato, lo è diventato a tutti gli effetti. Chapeau.

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