La magia di Fagioli è un appello: in questa Juve, c'è spazio anche per lui

Chiedeva solo un'opportunità. Per averne una, una vera, ha dovuto aspettare che non ci fossero più altri centrocampisti a disposizione. Ma quando pure Weston McKennie ha alzato bandiera bianca, per affiancare Adrien Rabiot a Max Allegri non restava che puntare su di lui: Paul Pogba non c'è mai stato, assenti pure Manuel Locatelli e Leandro Paredes, con Fabio Miretti già in campo, il momento di dare fiducia a Nicolò Fagioli non era più procrastinabile. E lui, questa occasione, l'ha sfruttata nel miglior modo possibile. Un gol meraviglioso, pure pesantissimo. “Alla Del Piero”, per un ragazzo che è cresciuto nel mito di Pinturicchio prima di studiare da vicino Paulo Dybala, un ragazzo cresciuto tifando Juve e sognando quella maglia che ha baciato per bene dopo questa perla, usandola anche per asciugarsi le lacrime di gioia. Anche Fagioli insomma ha dimostrato che forse, Allegri, su di lui come su tutti gli altri ragazzini terribili, avrebbe potuto puntare un po' alla volta anche prima di essere costretto a farlo totale assenza di alternative.

IL PERCORSO – Per una notte sarà Fagioli il volto da copertina della Juve. Per un'estate la sua gestione ha però tenuto banco pur senza essere mai una reale priorità. Il suo contratto era in scadenza, tra le richieste per rinnovare da parte del suo entourage (come dichiarato in più di un'occasione dall'agente Andrea D'Amico) c'era soprattutto la garanzia di poter restare a giocarsi le sue carte senza dover di nuovo andare via in prestito. Estate da mezzala sinistra spesso titolare, arriva la firma sul nuovo contratto, poi dopo il flop in amichevole con l'Atletico Madrid sparisce dai radar, scivola all'ultima posizione nelle gerarchie di Allegri, si torna a parlare seriamente di un prestito che sembra dover diventare realtà (non senza polemiche) negli ultimi giorni di mercato. Infine la nuova retromarcia, si trova una via d'uscita per Arthur e Denis Zakaria, allora Fagioli rimane. Ma non gioca praticamente mai: 59 minuti distribuiti in quattro spezzone fino a Lecce. I centrocampisti sono finiti, Allegri nel secondo tempo lancia Fagioli. E lui segna un gol bello quanto pesante. E lui dimostrare che in fondo un po' di spazio se lo potrebbe meritare. Anche per scelta e non solo per forza.