La malattia che uccide gli atleti e non si riesce a diagnosticare

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A uccidere Astori è stata una fribrillazione ventricolare da cardiomiopatia aritmogena. Un’anomalia che colpisce un giovane su 5.000. (Credits – Getty Images)
A uccidere Astori è stata una fribrillazione ventricolare da cardiomiopatia aritmogena. Un’anomalia che colpisce un giovane su 5.000. (Credits – Getty Images)

Quando nella notte dello scorso 4 marzo Davide Astori moriva in una camera d’albergo a Udine, probabilmente, nessuno avrebbe potuto prevederlo. A dirlo è l’ultima consulenza sulla morte improvvisa del capitano della Fiorentina effettuata dal professor Domenico Corrado dell’Università di Padova, uno dei massimi esperti nel campo.

A uccidere Astori, infatti, è stata una fribrillazione ventricolare da cardiomiopatia aritmogena. Un’anomalia che colpisce un giovane su 5.000 sotto i 35 anni di età e che, secondo l’esperto, dai referti degli screening sul calciatore non emergevano anomalie evidenti del cuore. Anzi, nel 20% dei casi la patologia a prima vista non lascia tracce chiare e Astori sarebbe rientrato in questo gruppo. Insomma, non si poteva diagnosticare in anticipo.

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Un giovane su 5.000 dice la scienza. E che ha coinvolto in passato diversi sportivi, non solo Davide Astori. L’università di Padova, infatti, ha analizzato circa 800 casi di morte improvvisa di giovani al di sotto dei 35 anni e ha scoperto che un centinaio erano sportivi. Tra questi, appunto, il capitano della Fiorentina, ma a essere uccisi dalla fribrillazione ventricolare da cardiomiopatia aritmogena ci sono anche i calciatori Piermario Morosini del Livorno e Antonio Puerta del Siviglia e il giocatore dell’Asiago hockey Darcy Robinson. E, anche, il nuotatore azzurro Mattia Dall’Aglio, 24 anni, stroncato nell’agosto dello scorso anno.

La displasia ventricolare destra aritmogena (ARVD), nota anche come cardiomiopatia ventricolare destra aritmogena (ARVC), è una malattia genetica del cuore, a patogenesi non-ischemica, che coinvolge principalmente il ventricolo destro. È caratterizzata da aree ipocinetiche a livello della parete libera del ventricolo destro o di entrambi i ventricoli, in cui il tessuto muscolare (miocardio) è sostituito da tessuto fibroso o fibro-adiposo.

L’incidenza della ARVD è di circa 1/10000 casi nella popolazione degli Stati Uniti, benché alcuni studi abbiano suggerito che possa essere di 1/1000 casi. Rende conto del 17% di tutte le morti cardiache nei giovani. In Italia, l’incidenza raggiunge i 40/10000 casi, rendendola la principale causa di morte cardiaca improvvisa nei giovani.

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