La mia Italia Campione d'Europa dalla A alla Z

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Siamo Campioni d'Europa. Questo mi sembra abbastanza noto ormai. Dopo un mese intenso, ricco di emozioni, ansia e gioia, l'Italia torna da Wembley con la coppa. Un mese magico, probabilmente indimenticabile. Un mese unico per la generazione che non ha vissuto la vittoria del Mondiale 2006; un mese entusiasmante per chi li ha vissuti e rivedeva in questa squadra lo stesso spirito di quindici anni fa. Non vado oltre, perché nel Mondiale '82 non ero neanche pensato e non conosco (personalmente, se non per sentito dire) lo spirito di quel periodo e dei precedenti trionfi.

Un mese magico, dicevo, e va raccontato in qualche modo. Ho scelto di farlo tramite l'alfabeto. Ad ogni lettera corrisponde un nome, una frase, un aggettivo. Pronti? Partiamo!

1. A - Abbracciamoci

Carl Recine - Pool/Getty Images
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Poteva essere anche Amicizia. Quella che hanno dimostrato di avere i 26 calciatori convocati da Mancini per l'Europeo. Ma ho scelto Abbracciamoci. E abbracciamoci forte, tanto forte. Dopo sedici mesi di difficoltà, di lockdown, di sofferenze per la perdita di un lavoro o ancor peggio di un caro. Sedici mesi infiniti, una parte di questi passati ad abbracciarci solo virtualmente, ci meritiamo un lungo e appassionante abbraccio. Reale. Come quelli che Chiellini ha dato a Locatelli contro Spagna e Inghilterra!

2. B - Bonucci

ANDREAS SOLARO/Getty Images
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Glaciale dal dischetto, rapido nell'area di rigore avversaria, preciso negli interventi difensivi. Leonardo Bonucci è stato uno dei leader di questa squadra. Uno dei trascinatori in campo e fuori. La sua fame di vittoria si poteva notare al primo sguardo, sempre cattivo e concentrato. Probabilmente può sembrare quasi arrogante, ma questa è la sua forza.

3. C - Campioni d'Europa

Marc Atkins/Getty Images
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Sì ragazzi. Siamo Campioni d'Europa. E almeno per tre anni possiamo gridarlo al mondo intero. Al 2024 ci penseremo più avanti, godiamoci il momento. Una nazionale partita senza i favori del pronostico ma che passo dopo passo ha costruito il sogno. Tre anni fa l'Italia non partecipava al Mondiale russo, oggi ha aggiunto un altro trofeo nella (già ricca) bacheca di Coverciano.

4. D - Donnarumma

GES-Sportfoto/Getty Images
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Un Gigio è per sempre. Ha saputo mettere in disparte le polemiche e le voci sul suo futuro, dopo il mancato rinnovo contrattuale con il Milan e il passaggio - pressoché ufficiale, con tanto di visite mediche effettuate durante l'Europeo - al Paris Saint-Germain. Una saracinesca. Non solo nella lotteria dei calci di rigore, Donnarumma è stato fondamentale anche durante i match con le sue (poche, ma bellissime) parate.

5. E - Emergenza sanitaria

ANDREAS SOLARO/Getty Images
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Sedici mesi infernali. E l'Italia - in Europa - è stata la più colpita dal Covid. Tra lockdown, limitazioni varie e tanti - troppi - morti, gli italiani hanno vissuto oltre un anno di inferno. La vittoria di Euro 2020 è stato un piccolo riscatto per tutto il Paese. È stato definito un Rinascimento. Speriamo possa essere una ripartenza.

6. F - Famiglia

Marc Atkins/Getty Images
Marc Atkins/Getty Images

Una famiglia. Così è stato definito il gruppo azzurro di Euro 2020. Staff tecnico, medico, dirigenziale e squadra. Un gruppo compatto, felice di vivere insieme questa bellissima avventura, in parte a Roma e poi in giro per l'Europa tra Monaco di Baviera e Londra. Proprio questo clima interno ha creato i presupposti per portare a casa il trofeo.

7. G - Grazie Signore che ci hai dato il calcio

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"Grazie Signore che ci hai dato il calcio. Che ci fa abbracciare. Che ci fa sognare. Che ci fa vincere!". Caressa ha racchiuso in poche parole ciò che frullava nella testa dei tifosi italiani dopo la parata di Donnarumma. Chiediamo scusa per questo eccesso di passione, per questo amore per undici persone che rincorrono un pallone contro altre undici persone vestite in modo diverso, dentro un campo verde. Scusateci, ma... non sapete quello che vi perdete! Grazie Signore, grazie che ci hai dato il calcio!

8. H - Hai rischiato la giocata

Robbie Jay Barratt - AMA/Getty Images
Robbie Jay Barratt - AMA/Getty Images

Non vuole essere una presa in giro. Ma era l'unico modo per inserire Bernardeschi. E avevo la necessità di inserirlo. Quante critiche per la sua convocazione, quante polemiche. Troppe. E il Berna ha risposto sul campo. Sempre sul pezzo, sempre a disposizione e con una freddezza disarmante dal dischetto. Aveva tutto da perdere, sia in semifinale che in finale. Con un errore decisivo sarebbe diventato facilmente il colpevole assoluto. Chapeau, Federico!

9. I - It's coming... Rome

Anadolu Agency/Getty Images
Anadolu Agency/Getty Images

Ci hanno letteralmente fatto la testa a pallone con il ritornello "It's coming home". So benissimo che si tratta di una canzone ironica, che ripercorre oltretutto i fallimenti della nazionale inglese, ma è stata intonata talmente tante volte che è diventata un inno alla vittoria. Ma alla fine il calcio (e la coppa) è tornata con gli azzurri, a Roma.

10. J - Jorginho

Marc Atkins/Getty Images
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La mente dell'Italia. È lui a dettare il ritmo delle azioni azzurre. È lui a smistare palloni. È sempre lui a dare qualità al palleggio italiano. E nella semifinale realizza il calcio di rigore decisivo nella lotteria dal dischetto contro la Spagna. Rigore calciato con saltello, gesto che non ha funzionato nella finale contro l'Inghilterra. Errore, per nostra fortuna, non decisivo.

11. K - King Kong Chiellini

GES-Sportfoto/Getty Images
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Il capitano. King Kong Chiellini. In gara secca è ancora il miglior centrale difensivo italiano. E negli Europei è stato dosato, ma soprattutto è stato bravo ad evitare conseguenze peggiori fermandosi in tempo nella seconda gara del girone, recuperando poi dai quarti di finale in poi. Per il resto che dire: leader e trascinatore. Ha trasmesso sicurezza ai suoi compagni, soprattutto nei momenti chiave. I suoi sorrisi e i suoi gesti durante i sorteggi poco prima dei calci di rigore contro Spagna e Inghilterra hanno un valore significativo.

12. L - La Chiesa al centro del villaggio

Frank Augstein - Pool/Getty Images
Frank Augstein - Pool/Getty Images

"La Chiesa al centro del villaggio". Per ben due volte lo ha ripetuto Caressa. L'esterno della Juventus ha infatti sbloccato l'insidiosa sfida contro l'Austria nei tempi supplementari e ha sbloccato la gara contro la Spagna (nei tempi regolamentari). È stato l'uomo in più nel reparto offensivo. Partito in sordina, da riserva di Berardi, si è conquistato la titolarità con una prestazione incisiva nella gara contro il Galles e con la rete contro l'Austria. Giocatore già determinante, nonostante la giovane età.

13. M - Manuel e Marco (Locatelli e Verratti)

GES-Sportfoto/Getty Images
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Da Manuel a Marco. Il Loca ha sostituito degnamente il Verra. Il centrocampista del Sassuolo è stato gettato nella mischia dal primo minuto nelle prime due gare (realizzando due reti) per permettere un recupero totale dall'infortunio di Verratti e facendosi trovare pronto a gara in corso durante tutto l'Europeo. Il centrocampista del PSG invece una volta esordito in questo Europeo alla terza giornata, è sempre stato titolare. E si è preso la rivincita personale dopo aver perso Euro 2016, sempre per infortunio.

14. N - Napoli

Claudio Villa/Getty Images
Claudio Villa/Getty Images

Nel successo degli azzurri e nello spirito idilliaco del gruppo c'è tanto di Napoli. Il dj Insigne, l'amico Immobile e il cantante Donnarumma hanno trascinato la squadra, lanciando tormentoni e rallegrando tutto l'ambiente ogni giorno.

15. O - 'O tir’ a gir’

Claudio Villa/Getty Images
Claudio Villa/Getty Images

Non ci spostiamo da Napoli: dall'allegria partenopea al celebre 'O tir’ a gir’, per evidenziare il tiro a giro di Lorenzo Insigne. Diventato un tormentone, un meme, una frase che si è trasformata anche in un tatuaggio sulla pelle di Clementino (lo aveva promesso in caso di vittoria dell'Europeo).

16. P - Pessina

Laurence Griffiths/Getty Images
Laurence Griffiths/Getty Images

Nel gruppo allargato di Mancini prima, poi prima riserva (una sorta di 27esimo giocatore) in attesa di conoscere le condizioni di Sensi, che ha dato forfait permettendo a Pessina di aggregarsi alla squadra (successivamente sarà Pellegrini a dover salutare il gruppo, sostituito da Castrovilli, già in vacanza). E mai scelta fu più saggia. Il centrocampista dell'Atalanta ha tolto le castagne dal fuoco agli azzurri contro il Galles e nella gara successiva ha realizzato il raddoppio contro l'Austria, rete che chiuse momentaneamente il match nei supplementari prima della rete della bandiera degli austriaci. E poi, quanto è stato bello il suo Diario di Bordo?

17. Q - Qatar 2022

Claudio Villa/Getty Images
Claudio Villa/Getty Images

Quando arriva Qatar 2022? L'attesa sarà molto breve: manca appena un anno e mezzo. L'Italia arriverà - salvo colpi di scena - da Campione d'Europa ma anche dalla mancata qualificazione al precedente Mondiale disputato in Russia nel 2018.

18. R - Record

Marc Atkins/Getty Images
Marc Atkins/Getty Images

Dal record di imbattibilità di Donnarumma strappato contro l'Austria. All'imbattibilità nel torneo, passando per il maggior numero di reti mai realizzate dall'Italia ad un Europeo. Inoltre la formazione allenata da Roberto Mancini non perde una partita da 34 partite.

19. S - Sirigu

Claudio Villa/Getty Images
Claudio Villa/Getty Images

"Quando non giochi hai due strade: o aspetti il tuo turno in silenzio oppure cerchi di essere prezioso in altro modo". E Salvatore Sirigu ha deciso di essere prezioso in altro modo. Ha caricato la squadra prima di ogni match con messaggi motivazionali inviati sul gruppo WhatsApp, ha parlato fitto fitto con Donnarumma prima dei calci di rigore e ha creato un video con i saluti delle famiglie e degli amici dei suoi compagni prima della finalissima.

20. T - Tendine d'Achille

Marc Atkins/Getty Images
Marc Atkins/Getty Images

Solamente una lesione al tendine d'Achille poteva fermare lo straripante Leonardo Spinazzola. Il miglior terzino di Euro 2020, pur non potendo disputare le ultime gare del torneo. Devastante sulla fascia sinistra. Poi l'infortunio, la vicinanza dei compagni (e viceversa) e quella voglia di esserci, tanto da prendere un aereo per Londra per gustarsi la finale insieme alla squadra.

21. U - Urla di gioia

Pacific Press/Getty Images
Pacific Press/Getty Images

Tifare la Nazionale o il club è un po' diverso. Se per il club riesco ad essere un po' più diplomatico e - relativamente - tranquillo (considerando che tifo Cagliari, e ahimè l'obiettivo massimo per ora è la salvezza), l'Italia riesce a trasportarmi in un'altra dimensione. Sarà per il torneo breve e da gara secca (almeno dopo i gironi), sarà perché i tornei che contano si giocano ogni due anni. Sarà che questa volta sono passati cinque anni dall'ultimo grande torneo... e allora via di urla. Dall'Austria in poi è stato devastante per le mie corde vocali e per la mia voce. Ma quanto è bello urlare di gioia dopo un gol?!

22. V - Vialli & Mancini

Visionhaus/Getty Images
Visionhaus/Getty Images

Non potevano mancare loro. Se il Mancio è stato definito folle (per aver creduto già tre anni fa in questa Italia), Vialli è stato definito il pilastro di questa Nazionale. I due si conoscono da una vita, hanno pianto di gioia e di tristezza insieme e i loro abbracci dopo un gol e dopo la vittoria di Euro 2020 sono stati da pelle d'oca.

23. W - Wembley

Facundo Arrizabalaga - Pool/Getty Images
Facundo Arrizabalaga - Pool/Getty Images

Il gruppo blucerchiato che Mancini ha voluto al suo fianco nello staff, si ricorda bene di Wembley e della finale di Coppa dei Campioni persa nei primi anni '90. E altrettanto si ricorderà di questa rivincita, di questo tabù sfatato, di questa vittoria che fa entrare tutti tra le leggende della Nazionale Italiana.

24. Z - Zaniolo

Claudio Villa/Getty Images
Claudio Villa/Getty Images

Doveva essere il nostro giocatore di talento. Quello capace di illuminare la scena con una giocata. Un doppio infortunio lo ha costretto a vedere da casa i suoi connazionali. Avrà un anno e mezzo per rimettersi in sesto e strappare la convocazione per Qatar 2022. Sarà il nostro uomo in più?

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