La Nuova Zelanda approva la "morte dolce"

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Nuova Zelanda eutanasia
Nuova Zelanda eutanasia

In Nuova Zelanda il 17 ottobre si è tenuto un referendum sull’eutanasia tenuto in concomitanza delle elezioni politiche vinte dalla prima ministra uscente Jacinda Ardern.

Eutanasia in Nuova Zelanda: il risultato del referendum

Ha vinto il sì con il 65,87 per cento al referendum per legalizzare la procedura di eutanasia in Nuova Zelanda. L’eutanasia che sarà così in vigore dal prossimo 7 novembre, misura atta a consentire la morte assistita a quelle persone che si trovano in estreme condizioni di salute. Una vittoria facilmente prevedibile dati i numeri emersi dai sondaggi eseguiti prima del referendum, numeri che riportavano un’approvazione della pratica tra il 60 e il 70 per cento dei cittadini della Nuova Zelanda.

A supporto dell’approvazione dell’eutanasia oltre la prima ministra, il leader dell’opposizione Judith Collins che aveva infatti pubblicamente dichiarato che avrebbe votato si al referendum. Dalla parte del no invece i gruppi per i diritti dei disabili.

La nuova legge sull’eutanasia in Nuova Zelanda prevede parametri restrittivi al fine di accedere alla procedura. Una richiesta che sarà fattibile solo dai cittadini neozelandesi maggiorenni affetti da malattia in stadio terminale con meno di sei mesi di vita dichiarati e un “un significativo declino fisico” nonché comprovate “sofferenze non sopportabili che non possono essere lenite”, pazienti che devono essere in condizioni di prendere la “decisione informata” sulla propria vita.

Vietata l’eutanasia per coloro che sono affetti da malattie mentali e forme di disabilità. L’eutanasia dovrà comunque essere approvata da due medici: “Il paese ha deciso di appoggiare la comprensione e la libertà di scelta”, ha dichiarato il leader del partito libertario ACT, David Seymour.

Al giorno d’oggi l’eutanasia è stata legalizzata in Canada, in Columbia, in Belgio, nel Lussemburgo, e nei Paesi bassi.