Partita del cuore, Agnelli contro Allegri. Aurora Leone: 'Cacciata perché donna!'

·4 minuto per la lettura

Stasera allo Stadium di Torino si gioca "La partita del cuore", giunta alla 30esima edizione. L'appuntamento è alle ore 20.45, in diretta tv per la prima volta su Mediaset (Canale 5) e non sulla Rai. La conduzione è affidata a Federica Panicucci, con la telecronaca di Pierluigi Pardo e le interviste a bordocampo di Giorgia Rossi.

La nazionale italiana cantanti, allenata dalla coppia formata da Fabio Capello e Marco Masini, sfida i campioni per la ricerca, con in panchina Sinisa Mihajlovic. Insieme ai cantanti giocheranno l'attore Raoul Bova, Maicon (tesserato per i dilettanti veneti del Sona così come Enrico Ruggeri) e gli ex calciatori Dida, Sorrentino, Ribery e Allegri.

Quest'ultimo sfida il suo ex (e chissà, forse anche futuro) presidente alla Juventus, Andrea Agnelli. In campo con John Elkann, l'allenatore bianconero Andrea Pirlo, il portiere Gigi Buffon, Storari, l'attore Neri Marcorè, i piloti della Ferrari (Charles Leclerc e Carlos Sainz), il ct della nazionale italiana di ciclismo Davide Cassani e il dirigente ceco Pavel Nedved.

Il quale si ritroverà di fronte al rapper Moreno, che lo aveva fatto infuriare facendogli un tunnel nell'edizione del 2015. Inizialmente era annunciata anche la presenza di Cristiano Ronaldo, ma il portoghese è già volato a Lisbona. Giovedì c'è l'assemblea degli azionisti di Exor, la holding di famiglia proprietaria della maggioranza del club bianconero, in cui si parlerà anche di Juventus.

Erano stati convocati anche Ciro Priello e Aurora Leone dei The Jackal, che sui social accusa di essere stata cacciata perché donna: "Io e Ciro ci siamo seduti al tavolo con la Nazionale Cantanti, ma il direttore generale Gianluca Pecchini ha detto che non potevamo stare lì. O meglio, che io non potevo. Abbiamo pensato: ce lo sta dicendo perché siamo della squadra avversaria. Facciamo per alzarci, ma ci sentiamo dire che Ciro poteva stare e io no, perché sono una donna. A quel punto ci siamo arrabbiati e ci hanno cacciato dall'hotel. I cantanti che erano con noi, tra cui Eros Ramazzotti, ci hanno chiesto scusa per l'accaduto".

La nazionale cantanti esprime disappunto: "Alessandra Amoroso, Madame, Jessica Notaro, Gianna Nannini, Loredana Berté, Rita Levi di Montalcini sono solo alcuni dei nomi delle tantissime donne che dal 1985 (anno in cui abbiamo giocato a San Siro, per la prima volta, contro una compagine femminile) hanno partecipato e sostenuto i nostri progetti. Il nostro staff è quasi interamente composto da donne, come quest'anno sono donne le conduttrici e la terna arbitrale della partita del cuore. La nazionale italiana cantanti non ha mai fatto discriminazioni di sesso, fama, genere musicale, colore della pelle, tipo di successo e follower. C'è solo una cosa nella quale la nazionale italiana cantanti non è mai scesa a compromessi: noi non possiamo accettare ARROGANZA, MINACCE, MALEDUCAZIONE E VIOLENZA VERBALE DAI NOSTRI OSPITI". ​

Eros Ramazzotti ha annunciato la rinuncia a scendere in campo: "Sono da sempre contro ogni forma di violenza e mi dissocio completamente da ogni atteggiamento discriminatorio. La nazionale cantanti nasce su altri presupposti e con l'ambizione di essere un modello positivo ma a queste condizioni, con questa dirigenza, non me la sento di scendere in campo. Noi non siamo sessisti e tantomeno razzisti o omofobi, anzi, ognuno fa qualcosa per chi ha bisogno (da anni e in tempi non sospetti) sinceramente per un comportamento incauto di due persone dello staff, non possiamo passare per quello che non siamo. W sempre la solidarietà. W le donne che sono parte fondamentale della nostra vita. Noi della nazionale italiana cantanti non siamo stati coinvolti direttamente nella vicenda scaturita dal comportamento di due persone dello staff. Stavamo parlando tra di noi mentre cenavamo, abbiamo sentito delle voci alzarsi senza capire cosa stesse succedendo. Io ho provato a recuperare la situazione che era oramai precipitata".

Il capitano della nazionale cantanti, Enrico Ruggeri ha commentato: "Quello che posso fare è mostrare la maglia di Aurora e dirle che noi la stiamo aspettando in campo per cercare di porre rimedio a questo incidente, per il quale abbiamo preso dei provvedimenti. La cosa importante è ritrovarci tutti assieme. Aurora, se vuoi noi siamo pronti. Abbiamo un posto per te". ​

Fra i cantanti giocano anche Ermal Meta, Alberto Urso, Albi de Lo Stato Sociale, Briga, Bugo, Moreno Conficconi degli Extraliscio, Fede Rossi, Random e Shade, tifosissimo juventino. Oltre al cuore granata Boosta (fondatore dei Subsonica), il figlio di Bocelli e il fratello di Ligabue.

La partita è a porte chiuse, ma si può comunque donare una cifra a sostegno dell'Istituto di Candiolo - Fondazione Piemontese per la ricerca sul cancro onlus, presieduta da Donna Allegra Agnelli. Come? Acquistando un biglietto al prezzo di 10 euro sul sito di Ticketone per essere virtualmente allo Stadium con l'iniziativa "Non ci sono, ma dono". Si riceverà un attestato di partecipazione, che potrà essere scaricato e postato sui propri social. Inoltre le prime cinque persone che lo faranno riceveranno in omaggio una chitarra autografata dai partecipati della partita del cuore. Oppure donando fino al 3 giugno al numero solidale 45527: 2 euro a SMS da cellulari WindTre, Tim, Vodafone, Poste Mobile, Coop Voce e Tiscali; 5 o 10 euro chiamando lo stesso numero da rete fissa Tim, Vodafone, WindTre, Fastweb, Tiscali; 5 euro da rete fissa Twt, Convergenze e Poste Mobile.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli