"Anche la mia tabaccheria chiude alle 18 per solidarietà. Un caffè no e un gratta e vinci sì?"

Ilaria Betti
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(Photo: La Voce)
(Photo: La Voce)

“Se non posso andare a prendere un caffè in bar o pasticceria, perché posso andare a comprare un Gratta e vinci? Questo Stato non si merita la mia intraprendenza e i miei sacrifici”: è questo il messaggio che lancia Cristina Cerato, titolare della omonima tabaccheria di piazza dell’Assunta in frazione Castelrosso di Chivasso. La commerciante ha deciso che la sua attività chiuderà alle 18, per solidarietà nei confronti di tutta la categoria.

Le serrande resteranno abbassate oltre le sei del pomeriggio per tutta la durata delle restrizioni imposte dal Dpcm. E da dietro il bancone della sua attività Cristina Cerato sfoga la sua rabbia, come riporta il giornale locale La Voce.

“L’unica cosa che vuole lo Stato è prendere soldi. Noi tabaccai siamo schiavi di uno Stato che ci fa pagare le tasse per ottemperare ai servizi che dovrebbe invece garantire la pubblica amministrazione”. E conclude: “Bisognerebbe una volta tanto essere coesi tra noi. Lo Stato dovrebbe ricevere 50 euro simbolici come pagamento delle tasse. È giusto che capisca che se muoiono le partite iva muore anche lo Stato”.

#sonoincazzata

Pubblicato da Tabaccheria Cerato su Domenica 25 ottobre 2020

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.