La questione Ronaldo, il caos sul mercato, le troppe responsabilità: perché il Chelsea ha esonerato Tuchel

Thomas Tuchel non è più l'allenatore del Chelsea. La notizia è diventata ufficiale intorno alle 11 di questa mattina, ma dell'esonero si parlava già ieri sera, al fischio finale della clamorosa sconfitta dei Blues a Zagabria contro la Dinamo. Un ko pesante, ma di certo non decisivo nella corsa agli ottavi, diventato un pretesto per allontanare l'allenatore tedesco, capace di portare in un anno e mezzo a Stamford Bridge una Champions League, una Supercoppa Europea e un Mondiale per club, ma da tempo sulla lista degli indesiderabili. Tuchel di fatto era un dead man walking, serviva solo la miccia per innescare la bomba.

TROPPA CONFUSIONE - Qualcosa, tra la proprietà e l'ex guida del Paris Saint-Germain, si era rotto da tempo. E nelle ultime settimane il rapporto èprecipitato. Dopo l'addio di Roman Abramovich e del suo braccio destro Marina Granovskaia, Tuchel come richiesto è stato messo a capo del progetto sportivo da Todd Boehly, assumendo un ruolo manageriale, ma non ha dato le risposte che il club si aspettava. Nella gestione delle pressioni (un paio di volte avrebbe rimandato un colloquio di mercato con Boehly perché troppo preso dalle faccende di campo) e sul mercato. Il club lo ha accontentato e assecondato, ha lasciato andare Koundé del Siviglia dopo averlo bloccato e ha accettato a denti stretti che non valutasse l'opzione Cristiano Ronaldo, gli ha comprato i giocatori che voleva, in tutta risposta ha trovato un allenatore che ha cambiato idea troppo spesso sui giocatori da trattare (prima voleva un esterno d'attacco, poi un 9 vero), che si è fatto prendere dal panico facendo schizzare i prezzi, che si è lamentato pubblicamente delle troppe responsabilità. Quelle responsabilità che aveva chiesto, anzi preteso.

SCARICATO - A tutto questo va aggiunto un difficile rapporto con parte dello spogliatoio. Secondo i ben informati molti giocatori non lo seguivano più, non condividevano i suoi modi in allenamento e le sue scelte sul campo. Tuchel, insomma, aveva perso il controllo della squadra: l'addio era solo una questione di tempo. Un addio costoso, che costringerà il Chelsea a pagargli una ricca buonuscita, che secondo la stampa inglese sarà di circa 15 milioni di euro.