La rivincita di Suarez: scaricato gratis dal Barcellona, in trionfo con l'Atletico dopo il caos-esame con la Juve

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L'Atletico Madrid dopo 7 anni torna ad alzare al cielo il trofeo della Liga in una delle stagioni più combattute di sempre, con 4 squadre potenzialmente in corsa a due giornate dalla fine e uno scontro a due fra Colchoneros e Real Madrid fino all'ultimo secondo disponibile dell'ultima giornata. La vittoria per 2-1 sul Valladolid è stata la ciliegina sulla torta creata da Diego Pablo Simeone che però ha radici che risalgono alla passata estate quando, al centro di un attacco in cui Diego Costa e Alvaro Morata non avevano più spazio, arrivò a parametro zero dal Barcellona e dopo un'estata travagliata l'attaccante uruguaiano Luis Suárez. E lui, più di tutti, è stata la chiave di questo successo.

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SCARICATO DAL BARCELLONA - I problemi legati al Covid hanno costretto il Barcellona a fare dei ragionamenti sul proprio monte ingaggi al termine della passata stagione e nel bel mezzo del caos legato al futuro di Leo Messi, la presidenza Bartomeu scelse di fare di tutto per trattenere la Pulce scaricando e mettendo sul mercato proprio Suarez. Addirittura, pur di risparmiare i 15 milioni di euro annui il club catalano propose al centravanti con cui sono arrivati ben 13 trofei (di cui 4 titoli della Liga, 1 Champions e 1 Mondiale per Club) di rescindere il contratto e liberarlo. Una scelta mal digerita dall'uruguaiano che però non si perse d'animo e cercò subito una squadra per dimostrare al mondo intero che era tutto fuorché un giocatore finito.

IL CAOS ESAME CON LA JUVE - Il primo contatto e la prima idea pronta a concretizzarsi fu quella della Juventus che contattò tramite Paratici e Nedved il suo agente proponendogli il trasferimento in bianconero. Il passaporto extra-comunitario, ormai è storia, si rivelò un ostacolo e le pratiche per ottenere quello comunitario si sono trasformate in un'epopea terminata nelle aule dei tribunali italiani. L'esame farsa sostenuto all'Università per stranieri di Perugia poteva essere la pietra tombale sul suo futuro, ma è in quei giorni che l'Atletico Madrid si presentò non solo come alternativa, ma anche come ancora di salvataggio.

LA RIVINCITA E IL TRIONFO - Il suo passaggio da una squadra in lotta per il titolo a un'altra che negli ultimi anni appariva in crisi e non più competitiva come un tempo è stato visto in Spagna come un passo indietro nella sua carriera. Uscito dalla porta di servizio del Barcellona, Suarez ha invece accettato prima di tutto un netto ridimensionamento salariale e poi di mettersi in discussione in una squadra che ha sempre praticato un calcio completamente diverso da quello in cui Suarez ha saputo brillare (Ajax, Liverpool e poi Barcellona). E invece il rapporto con Simeone è cresciuto di settimana in settimana al punto che il Cholo per esaltarlo ha cambiato alcuni dei sui dettami tattici. E lui ha saputo ripagarlo non solo con i gol, 21 in Liga, ma anche diventando il faro delle trame offensive dei Colchoneros.

"MI HANNO SOTTOVALUTATO" - E nel più bello dei copioni Il timbro finale del 2-1 al Valladolid che è valso il titolo è arrivato proprio dai suoi piedi. A fine gara, in lacrime per la vittoria della Liga, davanti ai microfoni si è preso la sua rivincita finale: "È stata una stagione straordinaria. Ci hanno sottovalutato, come hanno sottovalutato me a Barcellona. Mi sono sentito sminuito, ma mi sono sentito motivato, perché volevo dimostrare di essere ancora ad alti livelli. Sono grato all'Atletico Madrid per avermi dato questa possibilità. Quando sono arrivato sapevo che c'era solo da lavorare molto. E sodo. Mi sono rimesso in gioco. Mi sono sempre impegnato sempre tanto, ma questo credo sia stato l'anno più difficile abbiamo vinto e sono felice".

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