La Roma e l'obiettivo stadio: fra minacce legali, nuove aree e la pressione sui consiglieri comunali

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Ora o mai più. La Roma spinge anche con la nuova proprietà guidata da Dan e Ryan Friedkin per la costruzione nel più breve tempo possibile di un nuovo stadio che consenta di avere, finalmente, un impianto di proprietà. Il progetto di costruzione pensato, proposto e votato in Comune sotto la gestione Pallotta e che avrebbe interessato l'area di Tor di Valle, è stato bocciato dai Friedkin perché ritenuto "superato" per il post-Covid, ma l'iter per avviare un nuovo progetto è oggi più che mai complicato anche e soprattutto da quello appena cestinato, forse troppo in fretta.

LA PRESSIONE SUL CONSIGLIO COMUNALE - Il primo passo per poter anche soltanto pensare di avviare (senza problema alcuno) una nuova proposta passerà, necessariamente, proprio dal Comune di Roma e dal consiglio comunale. È infatti necessario che la giunta revochi il Pubblico Interesse concesso sul progetto di Tor di Valle. La pressione passa quindi tutta sulla giunta 5 stelle che ad oggi è spaccata. Oltre al forcing insistente portato avanti da parte di tifoseria (organizzata e non) e società, infatti, il problema è legato anche alla presenza di alcuni consiglieri impegnati nel voto, i quali temono danni economici futuri per il comune, ma anche per se stessi.

AZIONI LEGALI - Qui, infatti, entra in gioco Eurnova, la società proponente passata da Parnasi a Vitek che da partner iniziale nel disegno di Tor di Valle, è diventata ora parte avversa. Si rischiano azioni legali sia nei confronti del comune, sia nei confronti dei singoli consiglieri che voterebbero a favore del ritiro del Pubblico Interesse. L'Avvocatura e la Roma stanno lavorando affinché almeno l'autotutela e il danno personale sia scongiurato, ma la causa potrebbe toccare addirittura il valore di 100 milioni.

NUOVE AREE - La possibilità di una nuova istruttoria e di nuovi incontri anche con Vitek sono sempre più probabili e, per questo, lo stallo è sempre più vicino. Nel frattempo la Roma non sta rimanendo ferma e sta valutando nuove aree in cui realizzare non più un impianto con annessi edifici commerciali e alberghi, ma soltanto uno stadio in un'area possibilmente già fornita e attrezzata. già sfumata la possibilità Ostiense, ora in pole position c'è il quartiere di Pietralata. Sempre che il pasticcio di Tor di Valle si sblocchi. Ora o mai più, o l'obiettivo stadio entro il 2026 rischierà di saltare.

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