La Roma passa di mano entro la fine dell'estate: il pressing di Friedkin, i rumors su Baldini e D'Alema

Francesco Balzani
Calciomercato.com

James Pallotta (foto Ansa) fissa data e prezzo: chi si presenta con 570 milioni entro il 31 agosto si prende la Roma. Il presidente americano, su pressing dei soci, è disposto a vendere il club che ha guidato (a distanza) per 10 anni tra luci ed ombre. Il bilancio in rosso preoccupa e le critiche hanno stancato l'uomo d'affari statunitense, che è rimasto ancorato alla Roma in questi ultimi mesi soprattutto per la questione stadio. Il progetto di Tor di Valle è da tempo in attesa di una svolta che potrebbe arrivare dopo l’estate anche se l’accelerazione della sindaca Raggi profuma più di campagna elettorale che di reale convinzione. La Roma, progetto incluso, è comunque in vendita e probabilmente il passaggio di mano avverrà prima dell’inizio della prossima stagione. FRIEDKIN -  L’unica trattativa ufficialmente riconosciuta (e mai chiusa) con un un comunicato è quella con Dan Friedkin. Il magnate texano della Toyota ha presentato due offerte: una prima e una dopo il lockdown causato dal Covid. La seconda ha fatto arrabbiare Pallotta che ora però potrebbe ripensarci. L’offerta da 490 milioni resta quella, ma cambiano le modalità di pagamento non più dilazionato ma immediato. A quei 490 milioni se ne aggiungerebbero circa 90 per la campagna acquisti di settembre che ripartirebbe dalla conferma di Zaniolo. Una cifra considerevole, ma non basta visto che buona parte servirà per coprire i debiti. Pallotta ne chiede circa 80 di più, ma la trattativa è calda e ci si potrebbe incontrare a metà strada. Prima però Friedkin vuole capire se corre da solo oppure no. 

GLI ALTRI -  In queste settimane la Roma è stata offerta da Goldman Sachs a più soggetti. Tra questi c’è una cordata sudamericana (quella che vorrebbe portare Cavani) con sede in Ecuador - si mormora sponsorizzata da Franco Baldini - ma i dubbi sulla composizione della stessa stanno frenando i colloqui. Poi ci sono altre due piste: una in Medio Oriente e una in Bahrein. La prima risponde all’emiro del Kuwait Fahad Al-Baker, amico tra gli altri di Massimo D’Alema, che però dopo un timido interesse sembra averci ripensato. Poi c’è la pista del Bahrein (non quella di Formula 1) che, secondo Il Romanista, avrebbe mosso i primi passi tramite un intermediario. Quel che è certo è che i 500 milioni cash paventati da qualche media per il momento rispondono solo al nome di Dan Friedkin.




 

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