La Roma saluta ufficialmente Fonseca: 2 anni di alti (pochi) e bassi (troppi)

Omar Abo Arab
·4 minuto per la lettura

Nel giro di mezza giornata l'orizzonte della Roma è cambiato totalmente con l'annuncio (in verità già scontato) dell'addio a Paulo Fonseca e dell'arrivo in panchina dalla prossima stagione di José Mourinho. Di uguale resta solo la nazionalità, entrambi portoghesi, visto che a livello calcistico possiamo dire che si trovano abbastanza agli antipodi. Si chiude così dopo due anni l'esperienza di Paulo Fonseca sulla panchina della Roma, 24 mesi fatti di alti (pochi, purtroppo) e bassi (tanti, ahinoi).

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A Fonseca, innanzitutto, va in prima battuta riconosciuto un merito. Quello di aver accettato la panchina della Roma dopo i "no" ricevuti da Antonio Conte e Gian Piero Gasperini due estati fa. Allenare una squadra in perenne ricostruzione (e rivoluzione) non è da tutti. Nella prima stagione il tecnico portoghese appena arrivato dallo Shakhtar Donetsk avrebbe dovuto gettare le basi per accelerare in quella attuale. Ma la pandemia da Covid e il cambio di società hanno poi stravolto tutti i piani.

2019-20, prima stagione di Fonseca alla Roma

Paulo Fonseca e Alessandro Florenzi | Silvia Lore/Getty Images
Paulo Fonseca e Alessandro Florenzi | Silvia Lore/Getty Images

Il 4-2-3-1, modulo e marchio di fabbrica di Paulo Fonseca in Ucraina, ce ne ha messo di tempo per decollare. E anche quando lo ha fatto, non ha mai dato l'impressione di poter pagare. Sia per gli interpreti (clamoroso il flop Kluivert sulle orme del crollo di Under), che per un gioco che avrebbe dovuto dominare gli avversari e che, alla fine, non si è visto quasi mai. Una stagione interrotta a marzo causa Covid e ripartita poi con un nuovo modulo, il 3-4-2-1, che ha dato molti più frutti rispetto agli inizi. Dal post lockdown, però, Paulo Fonseca e la sua Roma sono entrati in una spirale di risultati negativi contro le big negli scontri diretti (il 3-1 alla Juve B a Torino dell'ultima giornata non lo consideriamo) e nelle partite che contano: lo specchio è stato Siviglia-Roma, gara - unica - dei quarti di finale di Europa League giocata in campo neutro, ma solo dagli spagnoli. Di bello, in una stagione terminata al 5° posto a -8 dalla Lazio, restano le vittorie del girone d'andata contro Napoli e Milan per un totale di 70 punti frutto di 20 vittorie, 7 pareggi e ben 10 sconfitte.

2020-21, seconda (e ultima) stagione di Fonseca alla Roma

Paulo Fonseca ed Edin Dzeko | Silvia Lore/Getty Images
Paulo Fonseca ed Edin Dzeko | Silvia Lore/Getty Images

E veniamo alla stagione in corso, la seconda e ultima di Fonseca alla guida della Roma. Fino a marzo il tecnico portoghese, pur con una miriade di sconfitte negli scontri diretti bilanciata dal percorso netto contro le squadre dal decimo posto in giù, stava andando oltre le aspettative con un terzo posto Champions addirittura a -4 dalla vetta, che ha però visto i tracolli contro Napoli, Lazio e Atalanta, oltre alla figuraccia (per i sei cambi effettuati, roba da manicomio) in Coppa Italia contro lo Spezia - segnato anche dal clamoroso litigio con Edin Dzeko -. Dalla sconfitta contro il Parma in poi (14 marzo), per la Roma è sembrata già arrivare la parola "fine" sulla lotta europea in campionato. E bisogna pensare anche al fatto che i gialloblù appena retrocessi in Serie B hanno vinto una sola gara nelle ultime 5: proprio quella contro la squadra di Fonseca.

Paulo Fonseca a "Old Trafford" | Michael Regan/Getty Images
Paulo Fonseca a "Old Trafford" | Michael Regan/Getty Images

Diverso il cammino in Europa League, l'unico ad aver portato qualche gioia, dove il tecnico portoghese sembrava nel giardino di casa. Un percorso quasi netto (eliminate Braga, Shakhtar Donetsk e Ajax) che ha portato i giallorossi a disputare la semifinale con il Manchester United, ma che tre incredibili infortuni in poco più di mezz'ora ha già chiuso i discorsi. Sì, perché le cose belle finiscono qui. Ko muscolari a parte, la Roma avanti 2-1 ad Old Trafford, invece di contenere e ripartire si ripresenta in campo nella ripresa con un pressing alto e slegato che, dopo il 2-2, ha portato il solito, ennesimo, tracollo: 6-2 il risultato finale. Praticamente Fonseca, mantenendo lo stesso atteggiamento, si è consegnato al Manchester di Solskjaer. E ora, dopo la sconfitta in casa della Sampdoria, restano altre 4 gare (ritorno europeo escluso), prima dell'inizio dell'era Mourinho. Detto questo... obrigado Paulo Fonseca. Non era facile accettare una Roma in ricostruzione, ancora meno giocarsela quasi sempre senza gli uomini migliori.

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