La Serie A e il problema dei calciatori no vax: il 4% non è vaccinato, i rischi e cosa succede dal 10 gennaio

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La Serie A alle prese con i calciatori no vax. Non solo i tanti positivi, che crescono di ora in ora. Il campionato si trova a dover fronteggiare un problema, quello dei giocatori che rifiutano il vaccino (in foto Felipe Anderson della Lazio che si è vaccinato, ndr), che potrebbe avere conseguenze anche nel breve periodo. Al momento il numero dei no vax in Serie A è intorno ai 25 (su 572 calciatori totali), una percentuale del 4,37%.

Il pressing dei club per farli vaccinare è continuo, riporta Il Messaggero, ma in molti casi infruttuoso. E le nuove regole che dovrebbero essere introdotte dal Governo chiudono le porte dello sport professionistico a chi non si è vaccinato. Tra cinque giorni, dal 10 gennaio, per accedere a palestre, spogliatoi e campi sportivi, compreso gli stadi, servirà il Green pass rafforzato: per scendere in campo non basterà un doppio tampone, servirà essere vaccinati o guariti da poco dal Covid.

Qualche giorno fa il sottosegretario alla Salute Andrea Costa è stato durissimo sul tema: “Gli atleti no vax non potranno più giocare”. Questa è la linea del Governo, che metterebbe i calciatori no vax davanti a un bivio: o si vaccinano, o devono interrompere la loro attività agonistica. Il no vax della Roma ha lasciato intendere che chiederebbe la cessione se non potesse scendere in campo per via del decreto. Che, se approvato, farebbe valere le sue conseguenze anche nelle coppe europee.

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