La soluzione dei giocatori di dama nell'era Covid, "visiera e mascherina come i barbieri"

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Giocatori di dama bardati come i barbieri e i parrucchieri, con visiera lunga in plexiglass, mascherina e igienizzazione continua di mani, superfici e pezzi. "Siamo riusciti a completare tutti i 49 campionati in programma, e dall'estero gli altri giocatori ci guardano, ci seguono online e ci invidiano: quasi ovunque in Europa non si gioca". Carlo Bordini, presidente della Federdama, spiega all'Adnkronos come la sorella minore degli scacchi riesce ad andare avanti "quasi normalmente" anche nella lunga pandemia che non accenna a mollare.

"Facendo i dovuti scongiuri devo dire che finora è andata bene, nessun problema di focolai". dice Bordini. Per cominciare, la visiera: "è lunga, non come certe minivisiere che si vedono in strada, poi c'è la mascherina ma ormai ci siamo abituati tutti a portarla e non è un più quel disagio dell'inizio. Poi i distanziamenti, due metri da ogni tavolo e tra i giocatori superiore a un metro. Ognuno deve avere la sua boccetta di gel sanitario, che comunque è presente nelle sale. Qualche problema poteva darlo la pausa pranzo, ma abbiamo introdotto la regola di due per tavolo e solo se dello stesso circolo o conviventi".

Ma giocare con una visiera calata in testa non dà problemi di concentrazione? "Nessuno, è leggerissima. Assomiglia un po' a quella dei saldatori" ma senza copertura di cranio e orecchie. "Sanifichiamo i pezzi ogni metà giornata di gara, e comunque i concorrenti si passano spesso il gel".

Insomma, "nessun calo di prestazione né di presenze, malgrado il periodo. L'unico problema, ma questo vale per tutti, riguarda i viaggi e le trasferte, per le regole decise. Dall'estero di osservano, nel senso che seguono i tornei online, e ci invidiano. Nel resto delle federazioni la situazione è diversa". Non potrebbero copiare il modello italiano? "Non so perché non lo facciano, diciamo che altrove, e soprattutto a est, hanno una visione un po' strana della pandemia. Per esempio, così come negli sport aerobici, non credono che debba essere indossata la mascherina".