La Top 11 dei migliori calciatori della 37ª giornata di Serie A

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Nel weekend in cui l'Atalanta celebra la terza qualificazione consecutiva alla Champions League, la resurrezione della Juventus e il mezzo suicidio del Milan si preparano ad essere gli ingredienti per un'ultima giornata da ricordare. Si giocherà su tre campi con altrettante squadre in lizza per due posti nella Coppa più importante, la stessa che Juventus e Milan avrebbero tuttavia voluto abiurare in favore della Superlega. Discorso lungo di una stagione infinita e con mille risvolti, tra pandemia, sorprese e delusioni. Intanto il penultimo turno, oltre alle stella della Dea e a un insospettabile trascinatore degli ex campioni d'Italia, mette in luce anche protagonisti inattesi di una Roma parsa già rinvigorita dalla sola notizia dell'arrivo di José Mourinho, oltre al primo rinforzo designato della Juventus 2021-2022, con o senza Champions...

1. Daniel Fuzato (Roma)

Fuzato contro la Lazio | Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images
Fuzato contro la Lazio | Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images

Naviga nell’orbita giallorossa da tre anni, ma ha debuttato solo al termine della scorsa stagione. L’oggetto misterioso mostra però di avere qualità interessanti e di meritare qualcosa di più del ruolo di terzo portiere, eppure la sua esperienza in giallorosso sembra essere giunta al termine, perché l’era Mourinho avrà altri protagonisti tra i pali. Peccato, perché l’ex Palmeiras si mostra sicuro e talentuoso nel derby e avrebbe potuto allungare l’elenco dei portieri brasiliani diventati grandi a Roma, da Doni a Julio Sergio. Riflessi da campione su Luis Alberto nel primo tempo, c’è anche su Immobile nella ripresa, fuorigioco a parte. Se la cava anche con i piedi. Personalità e testa fredda.

2. Juan Cuadrado (Juventus)

Cuadrado dopo la doppietta all'Inter | Jonathan Moscrop/Getty Images
Cuadrado dopo la doppietta all'Inter | Jonathan Moscrop/Getty Images

In Serie A arrivò da attaccante esterno, scoperto dall’Udinese e poi valorizzato dalla Fiorentina. Proprio in maglia viola JC aveva firmato le sue uniche doppiette in Serie A, l’ultima delle quali risalente addirittura all’aprile 2014. Mancava allora giusto il riconoscimento da bomber per mettere il punto esclamativo alla sua stagione alla Juventus, come giocatore dal rendimento più continuo e decisivo, anche rispetto a Cristiano Ronaldo. La trasformazione in difensore, avviata da Allegri e conclusa da Sarri, ne ha completato la maturazione tecnico-tattica, così la prestazione offerta contro l’Inter non stupisce. Fa passare una serata d’inferno a Darmian mostrando anche una condizione invidiabile nonostante il periodo della stagione e si riscopre bomber: coraggio e precisione nel missile del 2-1 a fine primo tempo, un pizzico di furbizia nel procurarsi il rigore decisivo, ma anche tanta freddezza nel trasformarlo. È a 297 presenze in Serie A: a prescindere da chi sarà il prossimo allenatore della Juventus sarà ben contento di fargli tagliare il traguardo nel prossimo campionato…

3. Robin Gosens (Atalanta)

Robin Gosens | Getty Images/Getty Images
Robin Gosens | Getty Images/Getty Images

A Genova arriva il gol stagionale in campionato numero 11, terzo in trasferta del 2021, ma del resto per il tedesco, come per tutta la creatura di Gasperini, giocare in casa o fuori è indifferente. A Marassi nel primo tempo asfalta chiunque transiti dalle sue parti, confermando di non avere solo una condizione smagliante, ma anche di aver raggiunto un livello tecnico, di personalità e di conoscenze tecnico-tattiche degne di un top club. Vero regista aggiunto della squadra, puntuale al cross col suo piede da trequartista e ancora una volta freddo davanti alla porta avversaria. Meno performante in fase difensiva, vedi rigore procurato nel secondo tempo, ma dopo 45 minuti così ci sta anche di rifiatare…

4. Ebrima Darboe (Roma)

Ebrima Darboe | Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images
Ebrima Darboe | Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images

Ok, non si trattava del derby più importante della storia recente per entrambe le squadre, ma anche senza pubblico la stracittadina a Roma vale sempre un bel pezzo di stagione e giocarla con la personalità e la freddezza mostrate dal gambiano è un bel segnale riguardo le prospettive del primo classe 2001 della storia a giocare da titolare la sfida del Cupolone. Non fa giocate memorabili, ma gioca semplice, ben supportato dai compagni. Il modo migliore per sbagliare il meno possibile. E per iniziare a far parlare il campo: la (bella) storia dell’ex rifugiato lascia spazio a quella del talento in erba.

5. Kostantinos Manolas (Napoli)

Manolas contro Vlahovic | MB Media/Getty Images
Manolas contro Vlahovic | MB Media/Getty Images

Con Koulibaly sempre più lontano dal Napoli che verrà, nonostante la probabile qualificazione in Champions, la nuova coppia di centrali azzurri promette bene. Rrhamani è ancora impeccabile o quasi, riuscendo a disputare una partita di sostanza nonostante l’ammonizione precoce e conquistando il secondo, pesantissimo rigore della sua stagione dopo quello del “Maradona” contro la Juventus. Questa volta, però, il greco sta una spanna sopra, sia per come è riuscito a disinnescare lo spauracchio Vlahovic, nonostante il mismatch fisico, sia per la proverbiale velocità, tornata ad essere un fattore in un primo tempo in cui la Fiorentina se l’è giocata con coraggio. Mette la ceralacca al match e forse al pass Champions con la gran chiusura su Ribery poco dopo il gol del vantaggio.

6. Diego Godin (Cagliari)

Godin in azione contro il Milan | Soccrates Images/Getty Images
Godin in azione contro il Milan | Soccrates Images/Getty Images

nello stadio che è stato suo solo per una, non esaltante stagione, e nelle ore in cui il suo Atletico Madrid ha fatto un passo quasi decisivo verso il titolo della Liga, l’uruguaiano mette il sigillo ad una seconda parte di stagione maiuscola giganteggiando alla guida del reparto dei rossoblù, tutt’altro che scarichi dopo aver conquistato la salvezza senza giocare. Da centrale della difesa a tre sfata anche il falso mito che la sua esperienza all’Inter sia stata deludente per il mancato adattamento all’assetto difensivo voluto da Conte. Semmai, il problema era la posizione, defilato sul centrodestra. Da perno centrale Diego guida i compagni e tutta la squadra con personalità ed esperienza, risultando anche l’attaccante più pericoloso con un colpo di testa che chiama Donnarumma al miracolo.

7. Ruslan Malinovskyi (Atalanta)

Ruslan Malinovskyi | Emilio Andreoli/Getty Images
Ruslan Malinovskyi | Emilio Andreoli/Getty Images

Ennesima prestazione di livello superiore in un girone di ritorno che lo vede tra i primi cinque giocatori del campionato per qualità e continuità di rendimento. Ad una condizione fisica strabiliante, come quasi tutti i compagni, unisce un’autostima in continua crescita, figlia di un inserimento ormai perfetto nel calcio italiano e negli schemi di Gasperini. Il Genoa del primo tempo è già in vacanza, ma lo spettacolo che regala il piede sinistro dell’ucraino è al di sopra di qualsiasi discussione. Altro assist ed altro gol, chiuderà il campionato sfiorando la doppia doppia: siamo a dodici passaggi vincenti e otto centri, il 60% più in più dei gol realizzati con la propria Nazionale dove milita da sei anni. Ma adesso che si è consacrato anche il ct Shevchenko vuole goderselo ad alti livelli all’Europeo.

8. Manuel Locatelli (Sassuolo)

Manuel Locatelli | Emilio Andreoli/Getty Images
Manuel Locatelli | Emilio Andreoli/Getty Images

Torna al gol dopo due mesi, seppur su rigore, ma trasformandolo con freddezza e precisione, ciliegina di una partita che lo vede giocare con la consueta personalità in un ruolo, quello del regista, nel quale si sta calando sempre meglio. Mediana a due o a tre come in Nazionale, l’ex milanista è ormai una certezza per il calcio italiano per la continuità delle sue prestazioni e per la modernità che lo caratterizza, riuscendo a unire fisicità e tecnica. All’Europeo sarà la prima alternativa a centrocampo, potendo prendere il posto sia di Jorginho che di Verratti. Duttilità al servizio del collettivo. E, tra qualche mese, anche di un top team.

9. Eldor Shomurodov (Genoa)

Shomurodov dopo la doppietta all'Atalanta | MARCO BERTORELLO/Getty Images
Shomurodov dopo la doppietta all'Atalanta | MARCO BERTORELLO/Getty Images

Il suo arrivo in Italia la scorsa estate aveva fatto sorridere qualcuno e preoccupare i tifosi del Genoa, costretti a chiedersi se dopo l’ennesima salvezza sofferta i gol per un campionato tranquillo potevano arrivare da un centravanti uzbeko, pur con un ruolino di tutto rispetto nella propria Nazionale. I primi passi in Serie A confermarono i timori, perché sono stati quelli di un giocatore tatticamente spaesato e tecnicamente da sgrezzare, ma l’adattamento è durato poco, concludendosi già prima del cambio della guardia in panchina. Alla fine il giocatore che era stato seguito anche dalla Juventus ha fatto in pieno la propria parte, considerando anche la singolare concorrenza nel reparto, dove i centravanti di ruolo erano tre, riuscendo ad adattarsi anche al ruolo di seconda punta, se non di suggeritore. Contro l’Atalanta si riscopre bomber, siglando la prima doppietta in Serie A, frutto di senso del gol e scaltrezza.

10. Riccardo Saponara (Spezia)

Riccardo Saponara | Gabriele Maltinti/Getty Images
Riccardo Saponara | Gabriele Maltinti/Getty Images

Il suo acquisto a gennaio ha dato ulteriore qualità alla squadra negli ultimi 16 metri e soprattutto esperienza a un gruppo forte e ben allenato, ma non proprio “maturo” in fatto di presenze in Serie A. Non sempre il rendimento dell’ex milanista è stato all’altezza delle aspettative, come in occasione dell’ingenua espulsione rimediata contro, ma nella partita che vale la festa anticipata il numero 10 ci mette il marchio con una delle migliori prestazioni dell’intera carriera. Contro il Torino parte male sbagliando un gol fatto a porta vuota, ma poi sa riprendersi trascinando i compagni, che si aggrappano alla sua qualità. Il gol che sblocca la partita è la giusta ricompensa, anche per Italiano che ha saputo toccarne le corde giuste recuperandolo su buoni livelli.

11. Lorenzo Insigne (Napoli)

L'esultanza di Insigne | MB Media/Getty Images
L'esultanza di Insigne | MB Media/Getty Images

Aggiorna i propri già lussuosi numeri contro la Fiorentina, arrivando a otto gol in campionato ai gigliati e nove complessivi nelle ultime dodici partite. Un avversario che gli è evidentemente nel destino, visto che proprio al “Franchi” il capitano azzurro subì nel 2013 il grave infortunio al ginocchio, dal quale ha però saputo riprendersi benissimo. Il rigore pesantissimo, ma calciato molto male, è l’unica pecca della sua partita da attaccante totale e vero trascinatore dei compagni nella partita più importante della stagione. Agisce di fatto da regista defilato, ispirando tutte le azioni offensive e mandando in porta i compagni, da Osimhen a Zielinski, destinatario del suo assist numero in campionato, con una tecnica e un timing da fuoriclasse. La doppietta gli viene negata solo dai due pali colpiti uno dei quali, splendido, su punizione. Con l’involuzione di Belotti e Immobile rischia di essere l’unica certezza della Nazionale in attacco per l’Europeo.

12. Allenatore: Leonardo Semplici (Cagliari)

Radja Nainggolan e Leonardo Semplici | Marco Luzzani/Getty Images
Radja Nainggolan e Leonardo Semplici | Marco Luzzani/Getty Images

Altro che squadra rilassata dopo la festa salvezza negli spogliatoi… Dopo il “regalo” del Crotone che ha liberato i sardi dall’incubo di una retrocessione che solo a marzo sembrava inevitabile, il tecnico toscano riesce a toccare le corde giuste prima di scendere in campo per affrontare un avversario motivatissimo. La prestazione della squadra, riuscita a difendersi con ordine senza alzare barricate ed anzi risultando più pericolosa dello stesso Milan, certifica la bontà del lavoro fatto in tre mesi e il livello di credibilità raggiunto presso il gruppo. Dopo i desolanti risultati della gestione Di Francesco, che aveva lasciato una rosa demoralizzata, l’ex allenatore della Spal è riuscito a rimettere ogni cosa al proprio posto, a livello tattico, con il suo 3-5-2 ben organizzato, e mentale. Da ambizioso qual è sogna di arrivare più in alto e dimostrare di poter essere molto di più di un addetto alle missioni disperate.

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