La verità di Han Li: "Volevamo rilanciare il Milan, ci hanno massacrato"

Han Li, ex dirigente del Milan cinese: "I media ci hanno massacrato, avevamo idee innovative. Berlusconi rifiutò la carica di presidente onorario".
Han Li, ex dirigente del Milan cinese: "I media ci hanno massacrato, avevamo idee innovative. Berlusconi rifiutò la carica di presidente onorario".

Dal sogno al flop. L'illusione del Milan cinese è durata solo qualche mese, poi l'era non è mai iniziata. E David Han Li, attraverso 'Forbes', ne approfitta per raccontare la propria versione dei fatti.

L'ex direttore esecutivo del club rossonero, che fu acquistato da Yonghong Li nell'ottica di un progetto rimasto al palo, vuota il sacco ed entra nei dettagli di quanto accaduto.

"Solo poche ore dopo la firma della SpA, tutti i nomi degli investitori erano trapelati. È stato incredibile e ci ha danneggiato molto. Sono anche fuoriuscite informazioni dalle nostre riunioni del consiglio, ma non sappiamo da dove siano trapelate. I media ci hanno massacrato, sempre a ridosso di eventi importanti".

"Nel febbraio 2018 ho chiesto ad uno degli uomini di Elliott se fossero loro i registi degli attacchi mediatici che ci colpivano e se il tutto era volto a far si che il club finisse nelle loro mani. Hanno sempre negato".

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Han Li, poi, svela un retroscena su Silvio Berlusconi.

"Gli abbiamo proposto la carica di presidente onorario e, all’inizio, aveva anche accettato. Nei giorni successivi, però, ha cambiato idea senza darci una spiegazione. Gli abbiamo proposto quel ruolo per una serie di motivi validi. Il club ha vissuto una grande epopea con lui e lui non meritava di essere dimenticato. In più, la sua figura, la sua influenza e la sua presenza ci sarebbero stati d’aiuto visto che noi eravamo dei neofiti dell’Italia e del calcio italiano".

Al gruppo cinese, stando alle parole di Li, le ambizioni non mancavano.

"Volevamo riportare il Milan sulla strada giusta e siamo rimasti sorpresi quando abbiamo visto che non vi erano ricavi dalla Cina. Questa cosa ci ha eccitati, perché pensavamo di poter generare quelle entrare dal nostro paese. Avevamo idee innovative che andassero oltre il merchandising, i diritti tv e i ricavi da stadio. C’è molto altro oltre a queste voci".

"Comprare il Milan è stato qualcosa di incredibile. Il giorno dopo esserne diventati i proprietari, ci siamo resi conto di quanto fosse un onere per noi. L’ho capito da tifoso, ma soprattutto da dirigente. Volevamo essere amati e rispettati, ognuno vuole questo. Da proprietari non eravamo coinvolti nelle scelte quotidiane del management, ma eravamo in costante contatto e parlavamo delle faccende più importanti".

"I problemi non riguardavano i tifosi, ma le persone di alto livello, quelle importanti, quelle che avevano il potere di proteggere i propri interessi. Tenterebbero di fare di tutto per stare lontani da noi e per tenerci fuori dal giro".

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