La Verona di Bierhoff, Guardiola a Brescia, Fabregas a Como... Quando il campione chiude in provincia

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Memento audere semper. Tradotto dal latino, "Ricorda di osare. Sempre". Nuove sfide, prove coraggiose. Il mantra che fu del poeta vate Gabriele D’Annunzio torna d’attualità nel calcio italiano del nuovo millennio, con campioni in serie che decidono di dispensare in provincia gli ultimi lampi di carriere scintillanti. Cesc Fabregas, diretto al Como, in Serie B, è l’ultimo della lista. Prima di lui, qualcuno ha già accettato la partita dei palcoscenici minori prima di appendere gli scarpini. Ecco i più iconici. 

BIERHOFF A VERONA - Operaio del gol, professionista del colpo di testa. Campione d'Italia con il Milan e re d'Europa con la Germania, dopo un'esperienza al Monaco Oliver Bierhoff rientra in Italia nel 2002 per vestire la maglia del Chievo Verona. Ultima stagione di calcio giocato, ultimi assoli in Veneto. Settimo posto finale, 7 reti in 30 presenze e tripletta da mettere in cornice contro la Juventus già campione d'Italia, il 24 maggio 2003. Poi, lo stop. Senza rimpianti.

PEP CON BAGGIO E MAZZONE - Il primo giorno fu traumatico. "Arrivavo da ex capitano del Barcellona, con un sacco di aspettative. Mazzone in albergo si  avvicinò e mi disse ‘Io non ti volevo, non so che ci fai qua. Ho già Giunti e gli ho dato fiducia, ora dovrò vedere cosa fare con voi due nello stesso ruolo’. Rimasi a bocca aperta, alla fine mi disse ‘Sei bravo. Ti voglio bene e ti farò giocare’ ". L’arrivo di Pep Guardiola a Brescia è racchiuso in quest’aneddoto, raccontato non molto tempo fa dallo stesso tecnico del Manchester City. Dopo una vita in Catalogna, con la fascia al braccio, Guardiola arriva in Lombardia per abbracciare l’Italia. E condividere lo spogliatoio con Roberto Baggio. 

A MARASSI IL RE DEL TRIPLETE - Per Samuel Eto’o, eroe del Triplete dell’Inter nel 2010, il viaggio in provincia porta a Genova, sponda Samp. Colpo a effetto del presidente Ferrero, grande promessa all’arrivo, nel gennaio 2015: "Vi porto in Champions". Bilancio? Diciotto presenze, un paio di gol, pochi altri sprazzi e settimo posto finale davanti alla sua Inter. A giugno, la risoluzione del contratto. Prima del ritiro, altre avventure tra Turchia e Qatar. 

UN FUORICLASSE A SALERNO - "Ho sentito la passione dei tifosi, anche io sono così ed è per questo che ho scelto Salerno". Dopo l’avventura alla Fiorentina, la scorsa estate Franck Ribery sceglie - prima di chiudere - la sfida della Salernitana, fresca di promozione in Serie A. Ventitré presenze, 3 assist e una salvezza dalle sfumature miracolose il bottino della prima stagione. Poi il rilancio, con il rinnovo. Ancora un altro anno, di nuovo nella massima serie. 

UNA STAR IN LAGUNA - Stella del Portogallo e campione di tutto con il Manchester United, l’ex spalla di CR7 Luis Nani arriva a Venezia lo scorso gennaio: "Sono qui per rimettermi in gioco". Pronti, via: inizio col botto. L’esordio contro l’Empoli: ingresso al 70’, sull’1-0 per i toscani. Due minuti, assist per il pari di Okereke e Penzo in piedi per le giocate del suo nuovo idolo. Ma è un’illusione. L’unico acuto dei pochi mesi in laguna, chiusi con 10 presenze e pochi altri ricordi.

MURI IN PROVINCIA - Campioni davanti, ma anche leader in difesa. Trascinatori dalle retrovie. Rafa Marquez, storico capitano del Messico (con record di partecipazioni ai Mondiali, 5) nel 2014 decide di chiudere il suo viaggio in Europa con l’Hellas Verona, dopo aver riempito la bacheca di titoli negli anni a Barcellona. L’ultima tappa è il ritorno in patria, all’Atlas, nel 2016. Il guerriero Diego Godin sceglie invece Cagliari. Campione di Spagna con l'Atletico Madrid, due volte vincitore dell’Europa League e arrivato a un centimetro dal trionfo in Champions League, resta in Sardegna dal 2020 al 2022, dopo una stagione all’Inter.

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