L'allenatore che ha restituito lo stipendio per solidarietà verso i calciatori

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Il Santos non vince il campionato brasiliano dal 2004, e la Libertadores dal 2011 (Photo by Ricardo Nogueira/Getty Images)
Il Santos non vince il campionato brasiliano dal 2004, e la Libertadores dal 2011 (Photo by Ricardo Nogueira/Getty Images)

Un tempo c’era il Santos di Pelé. Un club glorioso, fondato nel 1912 a Vila Belmiro, e capace di vincere ben 8 campionati brasiliani nella sua storia. Oggi è in difficoltà economiche, e non vince più nulla dal 2016: ultimo campionato vinto nel 2004, ultima Libertadores nel 2011.

Ad allenarlo oggi è l’argentino Jorge Sampaoli, alla guida della nazionale argentina agli ultimi mondiali in Russia, e celebre per aver dato respiro al Siviglia e a diversi club cileni. Visto che il Santos oggi è in preda a gravi difficoltà finanziarie, con gli stipendi degli ultimi due mesi mai versati, Sampaoli ha voluto dare un segnale positivo: ha restituito il suo stipendio alla società, e lo farà finché i ragazzi sotto la sua guida non verranno pagati.

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Jorge Sampaoli nel 2012, quando allenava l’Universidad de Chile. Allena il Santos dal 17 dicembre 2018 (Photo by Helio Suenaga/LatinContent/Getty Images)
Jorge Sampaoli nel 2012, quando allenava l’Universidad de Chile. Allena il Santos dal 17 dicembre 2018 (Photo by Helio Suenaga/LatinContent/Getty Images)

Rinunciare ai soldi non è mai facile in nessun settore lavorativo. Nel calcio è ancora più raro, visto che nella maggioranza dei casi sono i soldi a muovere le vite di giocatori, allenatori e procuratori. Sampaoli però di soldi probabilmente ne ha abbastanza, mentre i giocatori che sta allenando non hanno attualmente la stessa fortuna. Molti sono dei giovanissimi. E quindi ha pensato: “o tutti o nessuno”.

Sampaoli ha così spiegato la sua scelta: “I leader devono dare l’esempio. Il Santos è un club con una grande storia e deve esserne all’altezza. Allo stesso modo i suoi leader devono prendersi le responsabilità necessarie. Lo staff tecnico ha ricevuto lo stipendio puntualmente, ma lo abbiamo restituito vista la situazione. Chiunque lo avrebbe fatto“.

L’umiltà di Sampaoli, in particolare l’ultima frase (non è vero che chiunque l’avrebbe fatto, visti i pescecani che navigano nel mondo del calcio) è il miglior insegnamento che la società potesse ricevere, ma oltre a questo gesto solidale, purtroppo c’è un’orizzonte poco chiaro. Mancano i fondi e gli sponsor, e c’è il concreto rischio che la società imploda.

Nel frattempo, con questo segnale importante, Sampaoli ha acceso i riflettori sulle sorti del Santos: a questo punto potrebbe anche farsi avanti qualche benefattore in grado di apprezzare la condotta dello staff tecnico. La speranza, d’altronde, è sempre l’ultima a morire.

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