L'altra faccia di Torino: ambizione, bel gioco e... birre con i tifosi, Juric ha conquistato il mondo granata

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“Alè, alè, alè, alè, Juric, Juric”, il campionato 2021/2022 è iniziato da appena undici partite eppure questo coro è ormai diventato un “classico” della Maratona, cantato praticamente a ogni partita. Più ancora dei numeri, forse proprio questo tributo della tifoseria spiega come sia cambiato il Torino in questi mesi. Col suo fare schietto, senza peli sulla lingua, con il suo modo di intendere il calcio - un gioco offensivo, fatto d’intensità e pressing - l’allenatore croato sta riportando entusiasmo a un ambiente depresso dopo due stagioni deludenti terminate con altrettante salvezze raggiunte in extremis.

CONFRONTO COL PASSATO - Juric è l'immagine della Torino calcistica che sorride e convince mentre sull'altra sponda del Po la Juventus arranca: un solo punto divide le due squadre in classifica, nonostante il divario economico. E pensare che il Torino in questa prima parte di campionato ha raccolto meno di quanto avrebbe meritato eppure ha già scavato un solco importante rispetto alla scorsa stagione: 14 punti conquistati quest’anno, appena 6 quelli ottenuti la scorsa stagione, sempre nelle prime undici partite, dalla squadra allenata da Marco Giampaolo (in 18 gare l’allenatore abruzzese ne ottenne appena 13). Juric non ha l’etichetta di “maestro di calcio” eppure, proprio come il suo Verona negli ultimi due anni, anche il Torino gioca un calcio divertente e vincente. E l’impressione è che possa ancora crescere.

LE CRITICHE A CAIRO - “Dobbiamo ancora migliorare” ha più volte ripetuto lo stesso Juric nelle ultime settimane, chiedendo anche aiuto alla società per il mercato di gennaio. “Spero che Cairo mi ascolti di più rispetto all’estate” ha affermato alla vigilia dell’ultima partita. E i rimproveri pubblici al presidente, che non si vedevano dal 2006 quando Gianni De Biasi pagò con l’esonero l’essersi lamentato per l’arrivo della meteora giapponese Masashi Oguro (avrebbe voluto un altro attaccante), ha fatto ulteriormente avvicinare di più Juric anche a quella fetta di tifoseria granata che da anni contesta Cairo e il suo operato.

ULTIMA SPIAGGIA - A differenza di De Biasi, Juric non corre il rischio di un esonero: il tecnico di Spalato è forse l’ultima possibilità per Cairo per aprire un ciclo importante e per riconquistare almeno una parte della tifoseria, per questo sta cercando di accontentarlo (lo ha fatto un mese con la rivoluzione nello staff medico) e ci si aspetta che lo faccia anche sul mercato. In attesa dei rinforzi l’allenatore granata si gode il gioco del suo Torino e l’affetto dei tifosi, testimoniato anche ieri sera in un pub di San Salvario, quartiere multietnico tra il centro e la periferia della città, noto per la sua movida, di cui l’allenatore si è subito innamorato e in cui si è ritrovato a bere una birra circondato da entusiasti tifosi granata.

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