L'apertura di Marotta alla cessione e il nodo stipendi: sono settimane calde per il futuro dell'Inter

Andrea Distaso
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I contorni di quanto stia avvenendo attorno a Suning e in particolare al futuro societario dell'Inter non sono ancora chiari e definiti e Antonio Conte ci ha tenuto a ricordare ai propri calciatori - dopo il sofferto passaggio del turno in Coppa Italia contro la Fiorentina - che questi pensieri non debbano far calare la concentrazione. Eppure, la conferma dell'amministratore delegato Beppe Marotta alle ultime indiscrezioni di stampa, la prima apertura ufficiale da parte di un esponente del club, è il segnale che le prossime settimane potrebbero portare in dote significative novità.

A CACCIA DI LIQUIDITA' - E' prevista infatti per la fine di gennaio, al più tardi ai primi di febbraio, la conclusione della due diligence da parte del fondo BC Partners, uno dei soggetti finanziari che nelle ultime settimane ha avvicinato con maggiore convinzione i vertici di Suning per studiare i conti dell'Inter e valutare una possibile operazione di acquisizione di parte o della totalità del pacchetto azionario. I pesanti strascichi della crisi economica globale accelerata dalla pandemia e le recenti strette agli investimenti all'estero imposti dal Partito Comunista cinese hanno creato problematiche economiche importanti alla proprietà nerazzurra, ufficiosamente alla ricerca di un partner che possa immettere liquidità a stretto giro di posta. In ambienti finanziari viene tuttavia paventata anche l'ipotesi che BC Partners o fondi similari possano insistere per avere la maggioranza delle quote, lasciando a Suning un ruolo di azionista minoritario ma con potere decisionale.

FEBBRAIO CALDO - Strategie ad oggi avvolte ancora nella nebbia e che potranno essere più chiare solamente nelle settimane a venire, quando l'Inter dovrà cercare una soluzione alla scadenza fissata al prossimo 16 febbraio per il saldo delle mensilità di luglio e agosto 2020. Il club nerazzurro è fra quelli che guidano il fronte della Serie A per chiedere uno slittamento alla Federcalcio, proiettata tuttavia alle imminenti elezioni per scegliere il nuovo presidente o confermare il mandato di Gravina e abbastanza restia ad affrontare l'argomento stipendi. La scarsa liquidità a disposizione dei nerazzurri potrebbe essere risolta con un aumento di capitale, magari attraverso il rifinanziamento dei due bond da 375 milioni di euro che scadono nel 2022.