L'Atalanta e il dilemma Ilicic: in ballo ci sono Boga, Miranchuk e Gosens

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“Dobbiamo pensare alla persona e forse la cosa migliore è lasciarlo stare, noi lo aspettiamo tutti, ha disponibilità e voglia di ripartire”. Sono alcune delle frasi, piene di comprensione e un pizzico di preoccupazione, pronunciate dall’uomo-Gasperini nel parlare dell’uomo-Ilicic. Il calcio c’entra poco, anzi, non c’entra affatto, quando la testa viene avvolta ancora dal buio e sei alla ricerca di una luce in fondo al tunnel. Ma, purtroppo, il ‘The Show Must Go On’ vale anche a Bergamo, una piccola realtà che lo stesso Josip chiamava ‘famiglia’ che forse, proprio per il senso di umanità che l’ha sempre contraddistinta (“Viene prima l’uomo del calciatore”, Favini docet), se un mese fa avesse saputo costa stava per accedere al suo trascinatore europeo non avrebbe acquistato il seppur tanto corteggiato Jeremie Boga. Perché adesso emerge un grosso problema: nella rosa nerazzurra sono già esauriti tutti i 17 slot riservati ai calciatori Over 22 stranieri.

IL CASO MIRANCHUK- Per ruolo e posizione in campo, ma anche per ambizioni personali e richieste da club di Serie A, si era certi che a liberare quel posto per l’ivoriano sarebbe stato Aleksey Miranchuk. Il fantasista russo però non solo non è più convinto di approdare al Genoa orfano del suo fan Sheva, ma lo scetticismo è ricambiato dal Grifone, che ora brama solo l’arrivo dell’altro atalantino Piccoli. Non solo, al momento l’ex Loko è pure fermo ai box: un guaio al flessore l’ha costretto a uscire nella ripresa di Lazio-Atalanta, proprio quando aveva cominciato ad ingranare la marcia sfiorando il gol dopo un primo tempo in eclissi. Quale club del massimo campionato italiano, il russo non vuole lasciare la Penisola, è disposto a firmare per un giocatore probabilmente out per le prossime settimane? Sulle tempistiche dell’infortunio si capirà di più mercoledì pomeriggio, quando i nerazzurri torneranno ai ranghi a Zingonia, ma anche l’Atalanta potrebbe non beneficiarne a trattenere un mancino che non l’ha mai convinto del tutto, che è scontento e vuole giocare di più, che è ko e occupa pure uno slot.

IL CASO ILICIC- Valutazioni che deve fare la società, con il cronometro che ticchetta per la chiusura del mercato alle porte e la famosa lista dei giocatori disponibili fino a fine stagione da depositare in Lega il 4 febbraio. Un’altra soluzione, forse più pratica ma assai meno ‘etica’, potrebbe essere quella di togliere dalla lista proprio Ilicic, dandogli così tutto il tempo che gli serve per riprendersi, continuando a pagargli lo stipendio. A settembre 2020 però, quando lo sloveno tornò a Zingonia dopo qualche settimana in patria che gli servì a rigenerarsi dopo un altro momento no, fu proprio il calcio a ridargli gli stimoli giusti, la voglia di ripartire e tornare a sorridere. Se dovesse rientrare già tra qualche settimana e scoprire di non poter giocare fino a maggio, sarebbe davvero un colpo troppo duro. Considerando anche il fatto che, tra Ilicic e Miranchuk, l’Atalanta ha sempre preferito la qualità dell’autore del poker di Valencia, di cui ha beneficiato anche nella stagione in corso: 4 gol e 5 assist in 23 presenze, a fronte di 1 rete e 2 assist collezionate dal russo in 16 allacciate di scarpe.

IL CASO GOSENS- Insomma, un dilemma tutt’altro che facile da sbrogliare. E allora l’entourage nerazzurro deve per forza guardare altrove, alle uniche offerte concrete arrivate finora: quelle del Newcastle. Tenendosi stretto Zapata (con la partenza di Piccoli, la staffetta colombiana tra il panterone e Muriel è imprescindibile per il Gasp), un pensiero per Gosens è legittimo farlo: grazie alla crescita esponenziale di Maehle e Pezzella (oltre che del duttile Zappacosta), la mancanza dell’esterno tedesco si è sentita sempre di meno (ormai è fuori da quattro mesi) e con Hateboer sulla destra (l’olandese voleva cambiare aria, ma nessuno ha bussato alla porta con un cospicuo assegno), il reparto è già bello che completo. E poi, 35 milioni di euro per l’ala goleador reduce da infortunio + ricaduta, sono da considerarsi una maxi offerta per i Percassi, a cui è difficile dire di no. Ancora di più oggi, con l’orologio che ticchetta, un russo incerottato e uno sloveno che ha bisogno di tempo e della certezza che la porta nerazzurra per lui, quando vorrà, rimanga sempre aperta.

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