Lazio, Acerbi è un problema: l'incontro con gli agenti per dire addio. La posizione dell'Inter e due alternative

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La risata dopo il gol subito da Tonali, il rimprovero di Marusic ripreso a mezzo tv, la polemica social e l'ennesimo scontro con la tifoseria stanno spingendo Francesco Acerbi sempre più lontano dalla Lazio. Il difensore italiano classe '88 ha rinnovato lo scorso ottobre il proprio contratto fino al 30 giugno 2025, ma quella firma potrebbe oggi rivelarsi un boomerang sia per sé che per il club biancoceleste. La sua situazione è infatti critica nei rapporti con club e ambiente e un addio a fine stagione è sempre più probabile.

IL PROBLEMA INGAGGIO - Ancora prima della partita contro il Milan di cui è stato, suo malgrado, protagonista, Acerbi aveva incontrato i propri agenti per parlare del suo futuro e provare a torvare una exit-strategy entro la fine dell'annata. Proprio il suo contratto rappresenta però oggi un ostacolo importantissimo per chi si avvicina a lui. A 34 anni e con un ingaggio da 2,5 milioni di euro netti per le prosisme 3 stagioni è di fatto inavvicinabile o quasi per tanti club.

LA POSIZIONE DELL'INTER E LE ALTERNATIVE - Acerbi vorrebbe riavvicinarsi a Simone Inzaghi e un trasferimento all'Inter lo vedrebbe di buon occhio, ma il club nerazzurro non sta fornendo al centrale italiano una sponda valida. Non a quelle cifre, non per un giocatore con la sua età, perché anche in casa nerazzurra si guarda al futuro con l'obiettivo di inserire giocatori molto più futuribili in rosa. Un'alternativa è il Napoli, che invece in estate dovrà fare i conti con una piccola rivoluzione e la possibilità della partenza di Koulibaly. Anche per De Laurentiis l'ostacolo è rappresentato da ingaggio e età e allora solo la pista estera, e probabilmente non in uno dei campionati top, potrebbe regalare ad Acerbi la soluzione finale al problema con la Lazio. Magari in Turchia, campionato che ha accolto tanti giocatori italiani e che potrebbe garantire anche stipendi più alti. Sarebbe una scelta di vita, ma la permanenza nel clima distruttivo di Roma lo sarebbe altrettanto.

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