Lazio-caos tamponi, processo rinviato: 'E' come Calciopoli!'

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Doveva iniziare oggi il processo per il caos tamponi che ha visto protagonista la Lazio. L'avvocato del club biancoleste, Gian Michele Gentile, aveva parlato così prima del procedimento al Tribunale federale per le presunte violazioni al protocollo anti-Covid. Un processo importante, dichiara l'avvocato della Lazio: "Questo non è un processetto per un paio di giornate di squalifica: ha implicazioni importantissime, vale Calciopoli o il Calcioscommesse. E' una vicenda delicata, non si risolverà in un'ora e nemmeno in un giorno".

IL RINVIO - Doveva essere il giorno del giudizio e, invece, non lo è stato. Alle 11 la Lazio si è presentato al processo, ma dopo mezz'ora il giudice Mastrocola ha accettato il rinvio a venerdì 26 marzo alle ore 11 della prima udienza del caso tamponi al Tribunale Federale.

LA POSIZIONE - La Lazio è convinta di aver rispettato le regole, ma rischia tanto: la richiesta della Procura, salvo sorprese, riguarderà una penalizzazione. Il Torino, inoltre, ha inoltrato istanza per costituirsi come parte interessata, con gli avvocati dei capitolini che si opporranno. Avvocati che chiederanno l'ammissione di alcuni testimoni, come il dirigente dell'Asl Roma 1, Di Rosa, che avrebbe autorizzato l'inserimento di Immobile in lista per il match del primo novembre tra Lazio e Torino. Slittano, invece, gli interrogatori di Pulcini e Rodia, medici biancocelesti, che saranno in Germania per Bayern-Lazio.