Lazio e caso tamponi, parla il dirigente Asl: "Mai autorizzato Immobile"

Omar Abo Arab
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In casa Lazio tiene sempre banco il caso tamponi, anche dopo il rinvio dell'udienza al 26 marzo per l'assenza dei principali imputati, il presidente biancoceleste Claudio Lotito (impegnato nell'assemblea di Lega per l'assegnazione dei diritti Tv) e i medici sociali Pulcini e Rodia, al seguito della spedizione biancoceleste tedesca per la gara di Champions contro il Bayern Monaco.

Claudio Lotito | Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images
Claudio Lotito | Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images

Tutto risale alla fine dello scorso anno e in particolare alla gara con il Torino in cui è sceso in campo (segnando un gol nella vittoria 4-3) Ciro Immobile, portato comunque anche se risultato positivo al Coronavirus ai tamponi Synlab Uefa di sei giorni prima. Secondo la tesi difensiva del club biancoceleste presentata ai giudici il calciatore avrebbe ricevuto l'autorizzazione da Enrico Di Rosa, dirigente della Asl Roma 1.

Ma lo stesso Di Rosa, alla Gazzetta dello Sport, ha sconfessato la Lazio: "Io non ho mai dato alcuna autorizzazione. Perché sia stato citato? Non lo so, non riesco a capirlo. Io quest’autorizzazione non l’ho data né avrei potuto darla, visto che appartengo alla Asl Roma 1 e la Lazio a quella Roma 4".

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