Lazio, il germe di Sarri e un malcontento che ritorna: cosa succede ora

Momento nichilista in casa Lazio. Il ciclico riaffiorare dei difetti caratteriali della squadra grava sui biancocelesti, facendo ogni volta ricominciare da capo il percorso. La rivoluzione estiva sul mercato e i primi risultati buoni in stagione avevano fatto sperare in un superamento di questa eterna condizione. Invece Sarri, come ha ammesso nel post partita, non vede grandi diversità col passato. Il toscano – che non si sta dimostrando evidentemente un superuomo nietzschiano – arriva ad interrogarsi sulla sua reale capacità di risolvere questa problematica. Si dice persino pronto a fare un passo indietro e apre le porte a scenari inaspettati.

CACCIA AL RESPONABILE - Dopo la conferenza stampa di ieri sera in Danimarca, i tifosi laziali dibattono su chi abbia le maggiori responsabilità, tra allenatore e giocatori. “Hanno ragione ad essere arrabbiati – ha detto il mister – è stata una partita non giocata, per nostra presunzione. Mi dispiace, perché sono tre giorni che stiamo battendo su questo tasto”. Una sorta di ammissione di colpe o un modo per mettere i suoi uomini difronte alle loro responsabilità? Il dubbio nasce dalla successiva dichiarazione su un certo fattore scatenante per questi crolli improvvisi: “Qualcuno che all'interno di questo gruppo insinua questo germe c'è per forza”. Affermazioni che lasciano presagire una caccia all'untore, per individuare chi mette in giro nello spogliatoio il morbo della negatività. “Se è colpa di un giocatore va venduto istantaneamente”, aggiunge Sarri. Una strada pericolosa, che potrebbe rovinare l'ambiente nel quale lui stesso dice che “è bello vivere” e dove “non ci sono criticità”. Oppure può far venir fuori l'orgoglio di chi si sente messo alle strette e trova così la forza di andare oltre i propri limiti.

DIMISSIONI – La realtà però è che il tecnico stesso è apparso in confusione davanti ad un annichilimento totale così inaspettato dei suoi: “La squadra non ti dà mai questa sensazione, non c'erano avvisaglie durante gli allenamenti, che i ragazzi potessero essere così assenti. È difficilmente inquadrabile una situazione di questo tipo”. Da parte di Lotito tuttavia non c'è alcuna intenzione di abiurare un anno e mezzo di lavoro e di fiducia riposta nel Comandante. Ne ha assecondato le richieste tecniche e lo ha difeso da molte critiche. Sembra chiaro perciò che solo difronte ad una ammissione di impotenza dell'ex Juve, Chelsea e Napoli e conseguenti dimissioni - al momento comunque assolutamente inattese dal club - si prenderebbe atto di dover davvero rifondare tutto da zero. Altrimenti - ed è questa la via che verrà percorsa, almeno per l'immediato futuro - avanti insieme. Alla ricerca di una cura per il germe, trovando il modo di interrompere il ritorno dell'uguale.