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Lazio, l'ennesima rinascita di Cataldi: così l'ha cambiato Sarri ed è arrivata la Nazionale

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Dopo Acerbi e Immobile mister Mancini torna a pescare in casa Lazio. La sorpresa dell'ultimo minuto infatti è la convocazione in corsa di Danilo Cataldi con l’Italia per le sfide contro Svizzera e Irlanda del Nord. La grande crescita sul campo iniziata col gol contro il Cagliari gli è valsa la titolarità nel 4-3-3 biancoceleste a scapito di Leiva. Una convincente prestazione dopo l'altra ed ecco la chance in nazionale.

SARRI PROFETICO – Mister Sarri parlava così nel post gara di Lazio-Fiorentina: “Danilo in questo momento per noi è fondamentale. Vedo che sta migliorando e se continua così diventerà importante anche per tutto il calcio italiano”. Parole più profetiche non potevano esserci. Per carità, la chance per Cataldi arriva dopo i forfait di Verratti e Pellegrini ai quali vanno aggiunte le condizioni precarie di Barella. Ma la convocazione è un premio meritato sul campo dal calciatore.

LA RINASCITA – Anche in questa stagione il classe ’94 sembrava ai margini della rosa. Durante il ritiro di Auronzo di Cadore agiva da mezzala sinistra in attesa dell’arrivo in ritardo di Luis Alberto. Con l’acquisto di Basic via all’ennesimo trasloco al centro come avveniva già con Inzaghi senza grande fortuna. Basti pensare che lo scorso anno faceva la spola tra la mezzala e la cabina di regia dove spesso e volentieri gli veniva preferito Escalante come vice Leiva. Sarri però ha idee diverse e con lui Danilo ha scalato posizioni. Il gol del 2-2 contro il Cagliari dello scorso 19 settembre ha fatto scattare la scintilla. Con il passare delle settimane il centrocampista ha trovato sempre più spazio prendendosi la titolarità. Dinamismo e qualità, una miscela ideale che permette a Sarri di schierare “un giocatore intelligente e particolare” come Luis Alberto. I risultati? Tre gare da titolare negli ultimi quattro impegni, condite da 2 vittorie e 1 pareggio più la sensazione di una squadra molto più equilibrata. Il numero 32 dà garanzie in tutto. Per intenderci, contro la Salernitana non è stato determinante solamente in merito alla precisione nel possesso palla (91%), ma anche in fase di non possesso. Ben 9 i recuperi effettuati, a pari merito con Acerbi. Attacco e difesa, un mix che rende Cataldi sempre più protagonista della Lazio di Sarri.

“DA QUI NON MI MUOVO PIÙ” – Probabilmente la vera vittoria di Danilo è stata la scelta di restare a Roma. Prima l’esordio e il primo exploit con Pioli tra il 2015 e il 2016. In seguito un lento declino che lo ha portato a cambiare ambiente. 6 mesi al Genoa da gennaio 2017 e l’estate seguente il passaggio al Benevento. Due esperienze che hanno ulteriormente frenato la carriera del classe ’94. Poi, il ritorno a casa nell’estate 2018 e la decisione: “Da qui non mi muovo più”. Da lì una graduale risalita. Il gol nel derby del 2 marzo 2019 e la punizione gioiello contro la Juventus in finale di Supercoppa il 19 dicembre dello stesso anno. Sul più bello è arrivato il Covid che ha rallentato la Lazio e lo stesso Danilo, di nuovo. Un’altra stagione opaca, l’ultima di Inzaghi, che sembrava dire la parola fine sulle sue chance in biancoceleste, ma ecco l’arrivo di Sarri. In 4 mesi Cataldi ha ottenuto la seconda convocazione della sua carriera con l’Italia. Nel momento più difficile l’ennesima rinascita, ma forse stavolta è quella buona.    

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