Lazio-Torino, la Procura Federale apre un'indagine sul club granata

Francesca D'Amato
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Ieri la Corte Sportiva d'Appello presieduta dal prof. Piero Sandulli ha respinto il ricorso della Lazio contro la mancata assegnazione del 3-0 nella partita con il Torino. Le motivazioni di Sandulli però, hanno attaccato duramente la società di Cairo: "Non vi è dubbio che la Società F.C. Torino S.p.A. abbia tratto profitto dal provvedimento adottato dall’autorità sanitaria torinese, peraltro, su richiesta della stessa società granata" - oppure - "comportamenti improntati ad una sorta di 'furbizia' che non sono, in alcun modo, in linea con i principi di lealtà, probità e correttezza che devono, invece, sempre ispirare chi partecipa a competizioni". Per questo motivo, nella giornata di oggi, la Procura Federale guidata da Giuseppe Chinè ha aperto un'indagine sul Torino in merito alle motivazioni date.

Ma Juve-Napoli e Lazio-Torino sono la stessa cosa? La risposta è no, anche se alla fine la sorte è la stessa e in un caso e nell’altro c’era un provvedimento della ASL che disponeva la quarantena ed impediva di giocare la partita. Come riporta il Corriere dello Sport, la differenza sta che l'ordinanza con cui la Asl di Napoli ha fermato Juve-Napoli proteggeva il diritto alla salute, mentre quella con cui la Asl di Torino ha interdetto Lazio-Torino il diritto alla salute lo calpesta. Lo ha spiegato con molta limpidezza anche il presidente Piero Sandulli: la ASL sostiene che la quarantena decorre dal giorno successivo a quello in cui è dichiarata. Dunque non si può giocare, perché si è accertato il Covid il 23 febbraio e la quarantena decorre dal giorno successivo e scade dieci giorni dopo, alla mezzanotte del 2 marzo. Così Lazio-Torino, programmata per il pomeriggio dello stesso giorno, è stata così cancellata. C'è quindi un evidente abuso di potere, dato che il Torino ha posticipato la vigenza di un provvedimento urgente al giorno successivo a quello in cui lo stesso è adottato. In ogni caso, il divieto dell'autorità di Torino non è disapplicabile. Per questo motivo la Corte d'Appello ha assolto il Torino, ma Sandulli non ha voluto comunque censurare la furbizia, in contrasto con la lealtà sportiva e correttezza. E qui sta la differenza con Juve-Napoli.

Presidente Cairo, Torino | Gabriele Maltinti/Getty Images
Presidente Cairo, Torino | Gabriele Maltinti/Getty Images

In merito a ciò, l'avvocato Lubrano, che ha difeso il Napoli insieme a Mattia Grassiani, ha espresso la sua ai microfoni di Radio Marte: "Lazio-Torino e il giudizio di Sandulli? La spiegazione è molto semplice ed è determinata dall'evoluzione temporale delle cose. Quando il Napoli è arrivato non c'era ancora la decisione del Collegio di Garanzia. Di conseguenza non venne riconosciuto il caso di forza maggiore al Napoli. Il principio per me è stato assolutamente sbagliato da subito, anche quando l'ho letto da semplicemente spettatore. Un principio non condivisibile né dal punto di vista oggettivo (se non vengo a giocare è per ottemperare a un provvedimento amministrativo vincolante) né da quello soggettivo (si era parlato di dolo, tutto contro un concetto di buona fede)".

"C'è un prima e dopo Juventus-Napoli. Una volta che tali principi sono stati riconosciuti sono diventati non solo giustizia per caso singolo ma anche giurisprudenza per i casi futuri. Per questo Lazio-Torino e Inter-Sassuolo sono state giudicate in questo momento, la seconda addirittura già dalla Lega. Quando si determina una situazione nuova, sulla quale non c'è ancora un principio, può verificarsi che la giustizia affermi un principio che non sia di ragionevolezza o conforme alla disciplina di settore. Il Napoli ha pagato questi 2 fattori, c'è stata una valutazione di fatto senza rilevanza giuridica ma che può aver orientato, cioè quella di spiegare che eravamo all'inizio del campionato e si rischiava di creare un effetto domino compromettendo l'integrità del campionato".

"La realtà delle cose ci ha detto che era un timore infondato, per ora soltanto 3 gare sono state rinviate per intervento ASL. Dal punto di vista giuridico la motivazione era non condivisibile, tanto è vero che è stata riconvertita dal Collegio di Garanzia del CONI. Bisognava dimostrare che era illegittima e rappresentava una violazione costituta dal DPCM 4 marzo 2020 che indicava come ci fosse una preclusione per viaggi o trasferte. La condotta del Napoli è stata in buona fede. Nella sentenza di Lazio-Torino c'è riferimento alla decisione del CONI? Assolutamente sì. Viene data ragione al Torino in base a quanto detto al Collegio di Garanzia, peraltro si manifesta anche una condivisione del principio. La seconda parte della sentenza però torna a parlare di una presunta furbizia del Torino. Se io fossi nel Torino, pur avendo avuto ragione impugnerei la sentenza perché non puoi dirmi da una parte che sono vincolato e dall'altra che sono stato furbo".

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