Lazio, un teste chiave per il 'processo tamponi'. Il Torino non fa come la Juve e si costituisce contro Lotito

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Botta e risposta nel giro di qualche giorno e fra Lazio e Torino si fa sempre più tesa la situazione. Una tensione che sfocerà a breve nei due processi che vedono coinvolte le due società.

I DUE PROCESSI - Il primo legato al campo, con i biancocelesti che hanno presentato ricorso contro la decisione del giudice sportivo di fra rigiocare la gara Lazio-Torino in cui i granata non si presentarono all'Olimpico per il divieto di viaggiare imposto dalla Asl. Il secondo più giudiziario, con il processo per il "caso tamponi" per cui Lotito e la Lazio sono stati ritenuti colpevoli dalla procura federale.

IL TORO NON CI STA - Il Torino e il presidente Urbano Cairo hanno già annunciato che chiederanno di costituirsi contro la Lazio nel processo tamponi che partirà ufficialmente nella giornata di domani così che, a differenza di quanto fatto dalla Juventus nel caso che riguardò il Napoli, possa presentare a sua volta un eventuale ricorso contro eventuali giudizi sfavorevoli e favorevoli per la Lazio.

IL TESTE CHIAVE - Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport uno dei primi atti degli avvocati della Lazio sarà quello di chiamare a deporre Enrico Di rosa, direttore del Sisp, servizio igiene sanità pubblica dell'Asl 1 di Roma che secondo la difesa biancoceleste autorizzò il dottor Pulcini, responsabile medico della Lazio, ad inserire Immobile nella lista dei convocati per Torino-Lazio dell'1 novembre. Di Rosa, inoltre, fu già ascoltato dai PM di Avellino come persona informata sui fatti nell'ambito della precedente inchiesta sui "tamponi" elaborati dal centro Futura Diagnostica di Avellino a cui si era rivolta la Lazio.