Le bugie bianche di Marotta rendono neri i tifosi dell'Inter

Mentre Marotta si diverte con le bugie bianche, i tifosi dell’Inter fanno i conti con la rabbia più nera. La vicenda Dybala (probabilmente ancor più di Bremer) ha aperto un fronte. Quell’incontro in sede con Antun aveva illuso in tanti, così come il ghigno marcato dell’ad ogni qual volta emergesse sottobanco il nome della “Joya”. I tifosi fremevano perché avevano capito quanto potesse essere importante cogliere quell’occasione di mercato, specie nelle condizioni economiche in cui attualmente versa il club nerazzurro. In una situazione normale, un Dybala, l’Inter non può permetterselo. E poi lì davanti dopo la Lu-La c’è il deserto, con Dzeko al traguardo di una fantastica carriera e Correa, corpo estraneo in un sistema collaudato.“Dybala? Non c’era né spazio né necessità. Oggi l’Inter ha un reparto offensivo di grande valore e ce lo teniamo ben stretto”, ha spiegato l’ad a Dazn. Vero, se ragioniamo nei 2 titolari, falso se allarghiamo il discorso ai 4. Mezza verità. O bugia grigia.

BUGIE BIANCHE, UMORE NERO - La stessa che ha offerto in pasto nel suo ufficio agli esponenti della Curva mercoledì scorso. Gli ultras chiedevano la permanenza di Skriniar, Marotta ha risposto con il sermone sulla sostenibilità. “I tifosi stiano tranquilli”, ma su Twitter qualcuno gli ha risposto “Tranquillo è morto tempo fa”. Perché l’esperienza insegna e la scorsa estate aveva conosciuto gli stessi slogan: “Competitività e sostenibilità”. In realtà l’Inter si è tenuta in linea di galleggiamento con quanto costruito in precedenza, ha sostituito male qualcuno (Lukaku-Dzeko), benino altri (Hakimi-Dumfries) e lasciato lacune in organico (vice Brozovic), passando dal primo posto di Conte al secondo di Inzaghi. Ecco perché oggi la partenza di Skriniar spaventa tantissimo, specie con un Bremer in meno sul mercato. Quando ancora non è chiaro dove porterà lo switch Perisic-Gosens sulla sinistra. Ma i presupposti lasciano ombre. Insomma, le bugie di Marotta non sono così candide come ama descriverle. Lo sa lui e lo hanno capito anche i tifosi. Sopravvivenza, la parola d’ordine è questa.

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