Le lacrime per la Fiorentina e il trasferimento alla Lazio: l'assurda giornata nell'estate 2015 di Milinkovic-Savic

Alessio Eremita
90min

L'arrivo di Sergej Milinkovic-Savic rappresenta la trama perfetta di una telenovela fatta di schermaglie, delusioni, ripensamenti e ricchi colpi di scena. Proprio come avvenuto al centrocampista serbo, all'epoca stella nascente del Genk.


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Il classe '95 viene notato in Belgio e proposto in Italia a molte società, ma solamente due si mostrano subito interessate nell'estate 2015. Da una parte la Fiorentina, dall'altra la Lazio. Sono i viola a tentare l'affondo, promettendo al padre del calciatore che il figlio avrebbe giocato titolare per i prossimi due anni e compiuto successivamente il salto di qualità in una big europea.


Milinkovic-Savic è attratto dall'insistente corteggiamento del direttore sportivo Daniele Pradè e prenota il volo in direzione Firenze, dove visita il centro sportivo del club e fa capolino in sede per apporre la firma sul contratto. In quel momento, però, succede un fatto inaspettato: il centrocampista scoppia in lacrime e confida alla dirigenza viola di non poter accettare, in virtù di un accordo fatto in precedenza con la Lazio, la prima a muoversi concretamente per lui.


Tra lo stupore generale dei presenti, gli intermediari di mercato sono costretti a stracciare le carte ed esaudire la volontà di Milinkovic-Savic, che pochi giorni più tardi si lega ufficialmente alla Lazio per 10 milioni di euro, da destinare al Genk. Un ripensamento costato caro alla Fiorentina, che oggi avrebbe tra le mani uno dei calciatori maggiormente ambiti nel panorama calcistico mondiale.


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