Le misure anti contagio in vigore negli altri paesi

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Restrizioni altri paesi
Restrizioni altri paesi

Da novembre l’Italia si trova suddivisa in tre zone a seconda del relativo coefficiente di rischio ognuna delle quali ha specifiche misure restrittive. Quali sono invece le restrizioni in vigore negli altri paesi colpiti dall’emergenza sanitaria?

Spagna

Alla luce dell’incremento dei contagi il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha dichiarato un secondo stato d’emergenza a livello nazionale ma senza istituire un vero e proprio lockdown. In tutta la Spagna tranne che nelle Isole Canarie sarà in vigore un coprifuoco dalle 23 alle 6. Le autorità locali potranno limitare l’ingresso e l’uscita dal loro territorio, comunità o aera minore con le dovute eccezioni legate a motivi sanitari o di lavoro. Sembrerebbe che stiano pensando a lockdown regionali Andalusia, Madrid e Castilla y León. Il governo ha inoltre imposto limiti anche alle riunioni: potranno essere presenti al massimo sei persone, a meno che non si tratti di conviventi.

Belgio

A partire da lunedì 26 ottobre anche in Belgio è stato introdotto coprifuoco dalle 22 alle 6. Il governo ha inoltre disposto la chiusura di cinema, teatri, musei e centri culturali nonché l’obbligo per i negozi di chiudere alle 20. Unica eccezione i take-away che potranno rimanere aperti fino alle 22. Sia in Vallonia che a Bruxelles saranno inoltre chiuse le scuole superiori per le quali i docenti dovranno attivare la didattica a distanza. Vietate inoltre tutte le competizioni sportive, le gite scolastiche e i mercatini natalizi.

Francia

Anche il presidente Emmanuel Macron ha annunciato un nuovo stato di emergenza sanitaria. Se inizialmente aveva introdotto un coprifuoco tra le 21 e le 6 in nove centri urbani della e disposto la chiusura di teatri, ristoranti, cinema e bar, la situazione epidemiologica lo ha spinto ad istituire un nuovo lockdown fino a dicembre. Tutte le attività commerciali sono chiuse ad eccezione di quelle ritenute essenziali. Inoltre, a differenza di quanto accaduto durante la prima ondata, rimarranno aperte le scuole, gli uffici pubblici e le fabbriche. I cittadini potranno uscire di casa soltanto per comprovate esigenze certificate da un modulo di autodichiarazione.

Germania

Anche in territorio tedesco la cancelliera Angela Merkel è intervenuta con nuove restrizioni per ridurre la diffusione del coronavirus. Se prima aveva previsto soltanto limitazioni nei contatti e la chiusura alle 23 per i ristoranti, ora ha dovuto istituire quello che è stato definito un lockdown light iniziato il 2 novembre.

Si tratta di un provvedimento che comporta la chiusura di teatri, cinema, piscine, palestre, bar, ristoranti, discoteche, stadi, birrerie, club e fiere. Rimangono invece aperte tutte le scuole, gli esercizi commerciali di vendita al dettaglio (garantendo 25 mq di spazio per ogni cliente) e i parrucchieri. La disposizione prevede anche la limitazione dei contatti sociali a due nuclei familiari con un massimo di 10 persone.

Galles

Anche il Galles è tornato in lockdown. Oltre tre milioni di cittadini sono isolati in casa e possono spostarsi solo per motivi sanitari, lavorativi o di necessità. Inoltre sono chiuse, oltre alle scuole di ogni ordine e grado, tutte le attività considerate non essenziali tra cui negozi, pub e hotel.