Le parole della giornalista del Tg3.

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Trasferta vietata Lazio Botteri
Trasferta vietata Lazio Botteri

Ha fatto molto discutere la decisione del Ministro dell’Interno francese di vietare la trasferta in Francia dei tifosi della Lazio in vista della partita di Europa League contro il Marsiglia. I supporter biancocelesti vengono definiti dal ministro “violenti e fascisti” e per questo non desiderati allo stadio Vélodrome. Contro questa scelta si è schierata anche la giornalista del Tg3 Giovanna Botteri che ha rivendicato la sua fede laziale e la sua completa adesione all’antifascismo.

Trasferta vietata alla Lazio, la replica della Botteri

“Lo spostamento individuale o collettivo – si legge nell’ordinanza firmata dal ministro dell’Interno, Gérald Darmanin – con ogni mezzo, di qualsiasi persona che si definisca tifoso della Società Sportiva Lazio, o si comporti come tale, è vietato tra i punti di frontiera stradali, ferroviari, portuali e aeroportuali francesi, da una parte, e il comune di Marsiglia dall’altra parte”.

Botteri sulla trasferta vietata alla Lazio

La Botteri ha così risposto all’ordinanza: “Questo costringe l’intera tifoseria laziale ad essere bandita dalla Francia perché accusata di essere fascisti e violenti. Io sono una tifosa laziale e non sono né fascista né violenta. Sono una triestina e non sono una no vax e neanche una violenta”.

Marsiglia – Lazio, trasferta vietata: il punto della Botteri

Pronta è arrivata anche la risposta della Lazio che in un comunicato ha scritto: “La decisione del Ministero dell’Interno francese di vietare in via precauzionale la trasferta nella città di Marsiglia ai tifosi della Lazio non sorprende ed è in linea con quanto già deciso dalle Autorità italiane nella partita d’andata. A stupire sono piuttosto le modalità di applicazione dell’ordinanza su scala nazionale e le sue ingiustificabili motivazioni (di cui è stata data notizia anche sui tg nazionali): la Lazio non può accettare un’offesa gratuita a tutta la tifoseria biancoceleste ed alla Società stessa, che ha sempre combattuto con azioni concrete i comportamenti violenti ed ogni tipo di discriminazione, dentro e fuori gli stadi”. “Ci attendiamo quindi – si legge ancora – un chiarimento da parte delle istituzioni francesi ed una presa di posizione netta della nostra diplomazia verso espressioni di qualunquismo che dovrebbero indignare tutti gli italiani, a prescindere dall’essere tifosi o meno e dai colori delle proprie bandiere”.

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