Leiva-Calhanoglu, una decisione inspiegabile: Trentalange, perché non far parlare adesso Orsato?

Federico Albrizio
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Arbitri e VAR ancora al centro delle polemiche e ancora una volta nella bufera finisce Daniele Orsato. La Lazio travolge il Milan all'Olimpico con un super Correa, ma a prendersi i riflettori è il fischietto di Schio con una decisione controversa e pesante nell'economia della partita: il contatto Leiva-Calhanoglu che porta al raddoppio biancoceleste all'inizio della ripresa, un episodio dalla dinamica quasi inspiegabile.

LA RICOSTRUZIONE - E' il 51', la Lazio recupera palla ai 25 metri con l'intervento di Leiva su Calhanoglu e riparte in contropiede, Luis Alberto innesca Correa, che si libera di un impreciso Tomori e batte Donnarumma sul primo palo. Le proteste del Milan sono vibranti, Orsato va verso il cerchio di centrocampo convinto della bontà della propria decisione ed è pronto a far ripartire il gioco quando viene richiamato da Mazzoleni al VAR per rivedere l'azione. E le immagini giustificano la rabbia rossonera: Leiva non tocca il pallone ma colpisce nettamente sul piede Calhanoglu, l'episodio può rientrare quindi nella casistica del 'chiaro ed evidente errore' che permette agli assistenti di richiamare l'arbitro. Poi, l'inspiegabile: dopo la review Orsato non cambia idea e conferma la propria decisione, quasi stupito di essere stato invitato a rivedere l'azione. La linea della classe arbitrale è quella di rivedere l'azione per avere così un elemento in più per prendere la decisione, la casistica poi dice che quando richiamati dal VAR i direttori di gara tendono a rivedere la propria scelta iniziale. Quasi sempre, perché è già accaduto in questa stagione di vedere un fischietto confermare la propria prima idea nonostante la review. E protagonista ancora il Milan, contro il Napoli lo scorso 14 marzo: contatto Bakayaoko-Theo Hernandez in area azzurra, l'arbitro Pasqua non fischia rigore ma alla prima interruzione (fallo del terzino su Osimhen) viene richiamato al monitor (l'addetto al VAR è curiosamente ancora Mazzoleni) ma conferma la decisione nonostante il contatto evidente.

ARBITRI IN TV - Episodi che destano perplessità nella dinamica della loro gestione, allora perché non lasciare che siano i protagonisti stessi a spiegarli? E' di fatto la svolta storica annunciata da Alfredo Tretalange dopo l'insediamento alla guida dell'Associazione Italiana Arbitri (Aia) per favorire una comunicazione più efficace con l'obiettivo di spegnere subito le polemiche. E un primo esperimento è andato in scena a fine febbraio con l'ospitata dello stesso Orsato a '90esimo' minuto su Rai 2, ma si è trattato di un caso finora unico. Da lì un parziale passo indietro, spiegato dallo stesso Trentalange: "Abbiamo visto che gli arbitri sono più bravi ad arbitrare che a comunicare. Penso ci sia bisogno di una formazione in questo senso, ci siamo presi un attimo di ripensamento (...) Penso si possa fare senza aspettare tempi biblici". Alla base di questa decisione anche le domande relative alla mancata espulsione di Pjanic nel famoso Inter-Juve del 2018: "Se su Orsato i leoni da tastiera si accaniscono su episodi di una partita diretta tre anni prima, allora ha poco senso la nostra presenza televisiva...". Polemiche protrattesi negli anni vero, alimentate però proprio da quel gap tra le decisioni dei direttori di gara e l'interpretazione cui sono costretti addetti ai lavori e tifosi in assenza di una comunicazione diretta da parte degli autori delle decisioni stesse. Quale modo migliore quindi per smorzarle immediatamente se non permettere a un fischietto, in questo caso Orsato, di spiegarle in maniera tecnica: non basterebbe certamente a spegnerle del tutto e a placare la rabbia e la frustrazione dei tifosi (in questo caso milanisti), ma servirebbe a dare un'idea certa perlomeno della dinamica esatta, del perché pochi casi vadano contro corrente rispetto alla linea di condotta generale tenuta nell'applicazione dei protocolli. Questa sarebbe sì la vera svolta auspicata dal calcio ma sempre rimandata, ora l'episodio di Lazio-Milan offre un nuovo assist a Trentalange per mantenere la sua 'promessa': mettere Orsato nelle condizioni e possibilità di chiarire subito la decisione e rivelare, magari, dettagli che la giustifichino dal punto di vista regolamentare e di condotta. Dimostrare, come ha detto lo stesso fischietto di Schio, che "gli arbitri non hanno nulla da nascondere". O serviranno altri tre anni di polemiche?

@Albri_Fede90