L'era Pirlo alla Juve dura un anno: dopo l'esonero volta pagina, il Sassuolo ci pensa

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Un allenatore arriva, anzi ritorna: è Max Allegri. Quindi, un allenatore va via, o almeno si ferma: è Andrea Pirlo. Che a un certo punto ha sperato davvero di restare, anche se magari per poco. Perché al di là del fatto che il tecnico bianconero (ormai ex) si fosse detto più volte convinto di meritare una conferma, non solo desideroso di avere una seconda occasione, già lunedì aveva capito che l'accoppiata Coppa Italia-qualificazione in Champions non sarebbe bastata. Era servita per diventare il piano B alle spalle delle prime scelte, questo sì: nel caso in cui né Zinedine Zidane né Max Allegri (con Gian Piero Gasperini ultimo outsider rimasto sullo sfondo) avesse detto sì alla Juve, allora sarebbe rimasto. Non il massimo, ma nemmeno poco, tutte le altre ipotesi (Gattuso e Mihajlovic) in caso di Europa League erano sfumate con la classifica definitiva della Serie A. Però, alla fine, Allegri ha detto sì, quindi l'avventura di Pirlo è solo durata qualche giorno in più, il tempo dell'attesa più che dell'illusione, con la beffarda passerella della Partita del Cuore accettata in nome di una nobile causa come la ricerca contro il cancro. Alla fine Allegri ha detto sì e Pirlo deve già ripartire dopo una sola stagione.

VOLTA PAGINA – Non starà fermo, almeno se dipendesse da lui. Al netto di tutto, Pirlo ha concluso la sua prima stagione da allenatore con due trofei e un posto in Champions, è lui però il primo a non vincere lo scudetto dopo nove titoli di fila: la rivoluzione auspicata non c'è stata, ma a livello individuale non può essere tutto da buttare né può essere lui l'unico (nemmeno il principale) responsabile. Buoni i rapporti con la società, che non esclude affatto il ritorno e lo ha difeso fino all'ultimo, puntando su di lui in stagione anche quando l'esonero sarebbe sembrato uno scossone inevitabile. E Pirlo si rimette sul mercato. Sondaggi dalla Sampdoria, anche qualcosa in più da parte del Sassuolo che deve ancora scegliere l'uomo giusto per il post-De Zerbi: contatti esplorativi già effettuati negli scorsi giorni, la fase delle riflessioni potrebbe portare a breve a un'offerta di un biennale per impostare un nuovo ciclo. Ha bruciato le tappe, Pirlo. Ma non si sente bruciato: l'ha sempre detto, è solo l'inizio. La Juve dal canto suo non l'ostacolerà, l'accordo sulla buonuscita per agevolare il nuovo ingaggio (quello attuale è di 1,8 milioni netti per un'altra stagione) non sarà in alcun modo un problema.

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