L'esercito dei nuovi Nesta: i difensori paragonati all'ex capitano della Lazio

Francesco Giagnorio
·5 minuto per la lettura

Cresciuto nelle giovanili della Lazio, di cui è poi diventato capitano, successivamente ha vinto tutto con la maglia del Milan: compie oggi 45 anni Alessandro Nesta, ricordato come uno dei migliori difensori italiani della sua generazione. Veloce, tecnico, dotato di grande abilità fisica e mentale, riconosciamo in Nesta il prototipo del difensore perfetto, tanto che nel corso degli anni gli è stato dato il soprannome ''Tempesta perfetta'', per sottolineare la sua forza ed eleganza.

Nel corso della sua carriera ha vinto tutto ciò che si poteva vincere da protagonista, il suo palmarès stratosferico recita tre campionati, altrettante Coppa Italia, quattro Supercoppe Italiane, una Coppa delle Coppe, tre Champions League, quattro Supercoppe UEFA, un Mondiale per Club e lo storico Mondiale di Germania 2006, dove però giocò soltanto la fase a gironi, uscendo per infortunio nella terza partita.

Nesta in tackle su Messi | JOSEP LAGO/Getty Images
Nesta in tackle su Messi | JOSEP LAGO/Getty Images

Oggi Nesta fa ancora parte del mondo calcistico, è infatti l'allenatore del Frosinone. Nel corso degli anni tanti difensori azzurri sono stati paragonati a lui, più o meno a ragione e per vari motivi. Paragoni a volte avventati e poco ponderati, in altri casi invece ragionevoli. Difficile che i nomi che seguono raggiungano il livello di Nesta, che faceva sembrare maledettamente facile ciò che faceva in campo, ma d'altronde fuoriclasse come lui nascono una volta ogni cent'anni. Ecco sei nomi che per un motivo o un altro vengono paragonati allo storico 13 di Lazio, Milan e Nazionale italiana.

1. Francesco Acerbi (Lazio)

Acerbi, difensore della Lazio | Jonathan Moscrop/Getty Images
Acerbi, difensore della Lazio | Jonathan Moscrop/Getty Images

Ormai da anni in pianta stabile nell'11 titolare della Lazio, Francesco Acerbi può essere paragonato a Nesta sostanzialmente per due motivi. Il primo è prettamente tecnico: come Nesta, Acerbi si distingue in campo per la sua leadership e la sua forza fisica. Il secondo motivo invece è personale: come Nesta è stato bravo a cadere e rialzarsi nell'infortunio che gli fece saltare l'eliminazione diretta del Mondiale e nel successivo infortunio alla schiena che gli fece saltare mezza stagione con il Milan qualche anno dopo, allo stesso modo Acerbi ha sconfitto per due volte quello che è il male più grande, rialzandosi e tornando ad alti livelli.

2. Nicolò Armini (Lazio)

Nicolò Armini | Marco Rosi/Getty Images
Nicolò Armini | Marco Rosi/Getty Images

Cresciuto anche lui come Nesta nella Lazio ed anche lui esordiente giovanissimo, è stato aggregato in prima squadra e ha scelto proprio la maglia numero 13 di Alessandro, suo idolo. Il paragone non è solo numerico: anche Armini è in grado di ricoprire più ruoli della difesa e allo stesso modo è destro di piede. E' uno dei difensori più promettenti dei biancocelesti, non è un caso che il suo procuratore sia Mino Raiola. Lo scorso settembre, in occasione dell'amichevole precampionato tra Frosinone e Lazio, Armini ha avuto la possibilità di incontrare il suo idolo Nesta, giocando anche 15 minuti con quella maglia numero 13.

3. Alessio Romagnoli (Milan)

Romagnoli, capitano del Milan | Jonathan Moscrop/Getty Images
Romagnoli, capitano del Milan | Jonathan Moscrop/Getty Images

Romano anche lui come Nesta, con la differenza che Romagnoli è cresciuto nella Roma. Probabilmente il più vicino ad Alessandro per caratteristiche fisiche e tecniche, Romagnoli appena approdato al Milan dirà che la scelta del numero 13 è rivolta proprio a Nesta, suo idolo. Con Nesta condivide oltre alle caratteristiche tecniche anche l'esordio da giovanissimo e il fatto che anche lui a inizio carriera sia stato impiegato da laterale sinistro. Capitano del Milan, ha già eguagliato le 7 reti di Nesta in Serie A con la maglia rossonera, ed è stabilmente nel giro della nazionale.

4. Daniele Rugani (Cagliari)

Daniele Rugani | Enrico Locci/Getty Images
Daniele Rugani | Enrico Locci/Getty Images

Distintosi sin da subito con l'Empoli, Rugani ricevette la chiamata della Juventus, dove si prospettava come uno dei migliori difensori del futuro. Difensore molto corretto e abile nei colpi di testa, ricevette la benedizione dello stesso Nesta prima dei quarti di ritorno della Champions 2017. Nel corso degli anni però, sia per la mancanza di spazio in una difesa juventina sia per alcune prestazioni non eccelse, ha trovato sempre meno spazio fino ad essere ceduto in prestito prima al Rennes e poi al Cagliari. Ad oggi Daniele non è stato in grado di mantenere il paragone, ma a 26 anni ha ancora tanto tempo.

5. Alberto Masi (Pro Vercelli)

Un giovane Masi con la maglia della Juventus | Giuseppe Bellini/Getty Images
Un giovane Masi con la maglia della Juventus | Giuseppe Bellini/Getty Images

L'allora allenatore della Juve Antonio Conte, lanciò Masi nel Trofeo TIM 2012 appena ventenne. Il difensore non sfigurò, anzi mostrò una naturalezza in campo che sembrava essere un veterano, motivo per cui partirono i paragoni, abbastanza affrettati, con Nesta. Pochi giorni dopo Masi venne ceduto in prestito, ma la maglia bianconera non la vedrà più. Oggi gioca in Serie C, nella Pro Vercelli. Insegnamento che nel calcio d'agosto non bisogna fare paragoni, soprattutto se poi vengono citati nomi così importanti.

6. Mattia Caldara (Atalanta)

Mattia Caldara | Eurasia Sport Images/Getty Images
Mattia Caldara | Eurasia Sport Images/Getty Images

Cresciuto nell'Atalanta, dove dopo diversi giri per l'Italia milita tutt'ora, Mattia Caldara era stato accostato a Nesta per le sue caratteristiche da leader difensivo, oltre a uno spiccato senso del gol. Lui stesso nelle poche settimane alla Juve scelse la maglia numero 13 per Nesta, suo idolo, salvo poi essere ceduto al Milan. Proprio nel Milan vivrà delle stagioni pessime, piene di infortuni e appena una presenza. Se i tifosi sognavano un nuovo Nesta per ciò che Mattia aveva fatto vedere nella Dea, si sono ritrovati un oggetto misterioso costato tanti milioni. Oggi è tornato all'Atalanta dove lentamente sta ritrovando continuità. Il tempo per rispettare i paragoni c'è, ma deve ritrovare sé stesso oltre alla costanza nelle prestazioni.


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