L'aggressione a un arbitro, l'esperienza al Villarreal: chi è il 'loco' Al-Dawsari, il giustiziere dell'Argentina

Un gol che resterà nella storia. Quello di Salem Al-Dawsari, che con un destro a giro ha impallinato Emiliano Martinez e regalato sorprendentemente, tre punti all'Arabia Saudita contro l'Argentina. Una magia del numero 10, da numero 10, in quella che doveva essere la partita del 10 più grande di tutti, Leo Messi. La Pulce ha lasciato il segno su rigore, il ragazzo ha fatto di meglio, regalando con una magia la prima grande sorpresa dei Mondiali, trovando il picco più alto di una carriera nella quale poteva fare di più.

ROBE DA PAZZI - Il problema non è mai stato il talento, che Al-Dawsari ha da vendere. Ma la sua voglia di emergere, di lasciare veramente il segno, di diventare un professionista. Colpa di un atteggiamento da individualista, da primo della classe, che lo porta a isolarsi in campo, a sentirsi superiore. Per la serie "dai la palla a me, ci penso io". A questo va aggiunto un carattere da loco, molto focoso e polemico, che lo ha portato ad avere più di un problema. Come nel 2015, in occasione di un derby di Riyadh contro l'Al-Nassr, nel quale ha provato ad aggredire fisicamente l'arbitro John Beaton. Risultato? Sei giornate di squalifica e una multa pari a una settimana di stipendio.

PARENTESI AL VILLARREAL - Una chance fuori dal campionato saudita in realtà l'ha avuta, nel 2018, ma senza grandi risultati. Sei mesi in Spagna, al Villarreal, su consiglio del suo allenatore, Juan Antonio Pizzi, una sola partita giocata, 33' nel 2-2 contro il Real Madrid, il 19 maggio 2018. Poi il ritorno a casa sua, l'Al-Hilal, la sua comfort zone da 11 anni. Dove tutto gli è concesso, dove è l'idolo indiscusso. Con il quale ha segnato 71 gol in 309 partite. In nazionale prima di oggi erano 17 in 71, fino a oggi. Fino alla giocata che ha spedito l'Argentina negli inferi e regalato un sogno all'Arabia Saudita.