De Ligt è il leader a tutto campo di Allegri: la strategia della Juve per blindarlo

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Baluardo insieme a Bonucci di una Juventus che nei momenti di maggiore sofferenza della partita col Bologna si è aggrappata all'esperienza del suo capitano e alla maturità sempre più conclamata di uno dei nuovi leader riconosciuti della squadra di Massimiliano Allegri. Nel post-gara del "Dall'Ara", Matthijs de Ligt ha confermato pure a parole di essere uno dei valori aggiunti di una Juventus che guarda all'anno nuovo come quello della riscossa: un'analisi onesta e lucida della partita ("Abbiamo fatto una gara decisamente buona, ma possiamo migliorare tantissimo nella costruzione, come attacchiamo") e un messaggio altrettanto a chi sino ad oggi ha reso al di sotto delle aspettative: "A volte mi arrabbio, non capisco quando i giocatori fanno errori di mentalità, non mi piace. Quando sbagli tecnicamente va bene, ma la mentalità di fare tutto per la squadra è importante per me".

PERNO IRRINUNCIABILE - Se il gruppo bianconero può guardare al futuro con rinnovato e moderato ottimismo per i leggeri segnali di ripresa arrivati dalle ultime prestazioni - e soprattutto dal rallentamento delle squadre che lo precedono in classifica - lo deve anche alla solidità e alla qualità sopra la media del difensore olandese. Perno imprescindibile del presente, elemento centrale anche per il futuro, quest'ultimo legato alle ambizioni e alla programmazione che la Juventus saprà e riuscirà garantire per i mesi a venire. Le parole molto realiste dell'amministratore delegato Maurizio Arrivabene sul mercato post-aumento di capitale rivelano implicitamente che i prossimi investimenti saranno estremamente ponderati e che saranno anche figli della capacità di continuare a partecipare regolarmente alla Champions League, i cui introiti sono fondamentali per mantenere in sicurezza i conti del club.

FATTORE RAIOLA - Una ritrovata competitività sul campo passa da una rinnovata sicurezza sotto l'aspetto patrimoniale, condizione fondamentale per evitare di dover sacrificare alcune delle proprie pedine più importanti sul mercato. E De Ligt, alla pari di Chiesa, rientra indiscutibilmente in questo elenco privilegiato, con molti top club europei (Barcellona, Chelsea e Manchester City su tutti) piazzati idealmente, da tempo, dietro la porta dell'ufficio del suo procuratore Mino Raiola per carpire eventuali segnali. L'ex capitano dell'Ajax ha un contratto ancora lungo con la Juventus - scadenza nel 2024 - e una clausola rescissoria da 150 milioni di euro che scatta nella prossima estate: un espediente che tutelerebbe la formazione bianconera, quanto meno sotto l'aspetto economico, ma che non la mette al riparo da possibili assalti. E in questa partita è sempre bene rammentare come un ruolo molto importante lo giocherà proprio Raiola, che vanta con la Juve rapporti molto consolidati ma che è al contempo molto più interessato a tutelare gli interessi del proprio assistito, in un'ottica di crescita professionale. Se con le prestazioni e gli atteggiamenti sempre più da leader De Ligt dimostra concretamente di essere per natura un riferimento nelle squadre in cui gioca, anche nella Juventus, la sua continuità e la sua permanenza nel lungo periodo sono naturalmente legate alla capacità della società bianconera di tornare molto presto protagonista ad alto livello. In campionato ma anche a livello internazionale, all'altezza insomma di un campione come il gigante olandese.

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