L'incontro con l'agente di Rovella e la carta Traoré: la Juve stringe per Locatelli. Poi assalto a Pjanic

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Nel caldo pomeriggio milanese, specie per l’intensa concentrazione di incontri di mercato, Beppe Riso era nel quartier generale meneghino della Juventus per parlare del futuro di uno dei suoi assistiti, Nicolò Rovella. L’ex genoano potrebbe essere inserito nell’affare Locatelli, per il quale il nome più caldo, in queste ultime ore, è però quello di Hamed Traoré. L’ivoriano può essere la chiave per vestire finalmente Locatelli di bianconero. Intanto, il regista della nostra nazionale ha rilasciato delle dichiarazioni in conferenza stampa che fanno presagire un suo addio al Sassuolo.

PRONTO AL SALTO - Manuel Locatelli sarà un elemento fondamentale della nazionale di Mancini e, in attesa di recuperare del tutto gli acciaccati Verratti e Pellegrini, sarà anche titolare al fianco di Jorginho e Barella. Oggi, nell'incontro con la stampa a Coverciano, si è soffermato anche sulle voci che lo vogliono in uscita dal Sassuolo. "Mi baso sul campo, sulle cose vere. Le altre sono chiacchiere, finché non c'è niente è inutile parlare. La corte delle big? È una rivincita per me stesso. Quando hai queste delusioni è importante rilanciarsi, dimostrare il proprio valore. So che dopo l'Europeo dovrò prendere delle decisioni. Ho parlato con Carnevali, siamo consapevoli della strada da prendere" – ha spiegato il regista cresciuto nel Milan. Le sue parole lasciano pochi dubbi: è pronto al grande salto. Le principali alternative al momento sono due, una italiana e una estera: la Juve, nella quale non ha mai nascosto di sognare di giocare, e lo Shakhtar Donetsk, dove si ricongiungerebbe con De Zerbi, colui che gli ha dato fiducia e l’ha fatto esplodere in Emilia.

LE POSSIBILI CONTROPARTITE - Non sarà però per nulla facile portarlo via dal Sassuolo. I neroverdi chiedono 40 milioni per il suo cartellino e preferirebbero una soluzione cash piuttosto che l’inserimento di contropartite. La posizione della Juve è esattamente opposta: i bianconeri puntano a inserire nell’affare alcuni giovani come Dragusin e Fagioli, che piace molto a Carnevali. Una delle chiavi poteva essere proprio Rovella, che la Juve ha pagato 18 milioni dal Genoa. Inizialmente l’accordo prevedeva che il classe 2001 rimanesse un'altra stagione in prestito in Liguria, ma con l’incontro di oggi con Beppe Riso le cose potrebbero cambiare. Rovella dovrebbe tornare a Torino già da subito e potrebbe finire al Sassuolo: la sua valutazione, tuttavia, è troppo elevata per inserire il cartellino nell’affare e rende più probabile un prestito o comunque una formula che consenta alla Juve di non perderlo del tutto.

LA CHIAVE TRAORÉ - Il nome più caldo di tutti diventa quindi quello di Hamed Traoré, arrivato al Sassuolo nell’estate 2019 per 16 milioni dall’Empoli. L’operazione era stata condotta in sinergia con la Juventus, che si era assicurata un’opzione per prelevarlo a 18 milioni dagli emiliani. Qui potrebbe stare la vera chiave dell’operazione: la società bianconera, in queste ore, sta valutando l’opportunità di rinunciare a quell’opzione, giocandosela come carta “indiretta” nell’affare Locatelli e allo stesso tempo risparmiando soldi da investire in rinforzi più urgenti.

NON FINISCE QUI - L’arrivo di Locatelli non escluderebbe un ritorno di Pjanic, e viceversa. Il centrocampo è stato il grande problema della Juve di Pirlo ed è plausibile che parte degli sforzi in questo mercato vengano concentrati per risolverlo. Potrebbero quindi arrivare entrambi a dare qualità, geometrie, verticalità e fantasia a disposizione di Allegri, ma solo se la Juve riuscirà prenderli con formule convenienti, ad esempio inserendo contropartite per Locatelli o strappando un prestito al Barcellona per Pjanic. Diversamente, se la Juve sarà costretta a un investimento per entrambi i giocatori, diventerà più probabile l’arrivo di uno solo. Il bosniaco rappresenta il glorioso passato della Juve di Allegri (e, per un anno, di Sarri). Locatelli invece, prima o poi sarà il regista della vecchia signora che verrà. In mezzo, con le difficoltà di Arthur, Bentancur e Rabiot e il disorientamento di Pirlo, le chiavi del centrocampo bianconero sono rimaste senza padrone per un anno. La prossima stagione potrebbero averne addirittura due.

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