L'Inter è isterica, ormai da un anno: meglio affidarsi ad uno psicologo che... al parrucchiere

L’Inter si scopre isterica, ma in realtà lo è da tempo. I primi sintomi rilevanti sono apparsi dopo quel famoso derby dell’anno scorso vinto dal Milan in rimonta. Calhanoglu mesi dopo avrebbe addossato a Inzaghi le colpe della sconfitta, a suo dire maturata per via delle sostituzioni errare, ma in effetti in quella partita l’Inter (Dzeko nella foto Ansa) aveva perso la sua anima. Si era scomposta. I nerazzurri avevano poi riproposto il bis a Bologna, andando in vantaggio e dominando al Dall’Ara, prima di impazzire al pareggio di Arnautovic. L’Inter è fragile, è un pugile che non sa incassare. Le basta uno schiaffo per andare ko, con l’avversario che alza i pugni al cielo dopo aver resistito a parecchi pugni in faccia.

L'AMMISSIONE - È così da ormai un anno, con Brozovic tornato a sbracciare e Barella che parla più di quanto corre. Risparmiasse almeno un po’ di fiato… Dopo la sconfitta di Roma, Inzaghi aveva placato un inizio di incendio, contro la Lazio i nerazzurri avevano già mostrato la faccia brutta di quell’anima che continua a sdoppiarsi. Il tecnico ha protetto il gruppo e il suo lavoro, ma contro il Milan i fantasmi sono tornati a galla e a quel punto anche lui ha dovuto arrendersi all’evidenza, ammettendo ciò che a Roma aveva negato: “Dopo il pareggio subito la squadra è andata in blackout per trenta minuti e abbiamo regalato tre gol al Milan, sono il primo responsabile di ciò. Non possiamo prendere gol come questi e quelli visti a Roma. Lavorerò su questo aspetto”.

RITROVARE IL FOCUS - Non sarà semplice, sicuramente. Inzaghi dovrà riavvolgere il nastro e riportare indietro la squadra di un paio d’anni. Nel giorno della sua presentazione, l’allora tecnico dell’Inter, Antonio Conte, mise immediatamente in chiaro il primo mattone da cui sarebbe partito il suo lavoro: “No crazy, no more”, rispondendo a Zhang che gli chiedeva se fosse pronto per la “Pazza Inter”. I nerazzurri devono ritrovare quelle certezze, ma soprattutto devono ritrovare il focus. Ieri ad Appiano, alla vigilia del derby, c’era il parrucchiere a prendersi cura del look dei calciatori. Ecco, forse la prossima volta sarebbe meglio uno psicologo.