Lippi: 'Questa Italia sa vincere, non ci son più aggettivi per Mancini. Sul ballottaggio Immobile-Belotti...'

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"Quella di Mancini è un'Italia che sa vincere". A incoronare gli Azzurri e l'attuale ct è niente meno che il tecnico campione del Mondo Marcello Lippi, in un'intervista a Il Corriere dello Sport: "Stiamo finendo gli aggettivi. Di questa squadra e del suo allenatore è stato detto tutto quello che di positivo c'è da dire, in un percorso di ricostruzione".

OCCASIONI PERSE - Due anni di lavoro importanti: "In crescendo", sottolinea Lippi, che però ha anche un appunto da fare: "Ecco, c'è una cosa che a me dispiace non sia potuta accadere la scorsa primavera a questa Nazionale, quando tutti i programmi saltarono per via della pandemia. Credo che a Mancini e ai suoi avrebbe fatto non bene, ma benissimo poter giocare quelle due amichevoli impegnative e prestigiose che erano in calendario a fine marzo 2020, a Wembley contro l'Inghilterra e poi subito dopo contro la Germania a Norimberga. Lo dico per esperienza diretta". Sostanzialmente, mancano gli scontri con le big: "Che servono a chiudere il cerchio. A dare ancora più autostima. Però è un fatto che la Nazionale di Mancini stia confermando di volta in volta le proprie qualità. Che sono qualità importanti. Si capisce bene la forza di un gruppo sano, giovane, che esalta chiunque viene chiamato a giocare. Chi entra sa quel che deve fare".

VITTORIE MENO SPETTACOLARI - "Qualche volta si gioca bene, altre un po' meno, altre benissimo. Questo è un periodo molto particolare. Forse l'Italia non è stata brillante ma può succedere. La cosa che mi piace di più di questa Italia? Il fatto che vince sempre! Ripeto: riesce a vincere tante partite. E guardi che non è una semplificazione. Ma una qualità fondamentale".

DIFESA TOP - "E questo dice la nostra storia azzurra. La si può declinare in tanti modi, ma tutte le grandi squadre italiane hanno saputo ottenere i risultati più importanti partendo da una buona difesa. Insomma, saper difendere per noi è fondamentale".

IMMOBILE-BELOTTI - "Perché parlate di ballottaggio? Perché stanno giocando una partita a testa? Guardate che in Nazionale bisogna essere sempre pronti a cambiare. Il ricambio è naturale, in certe situazioni. Ci sono tempi e obblighi nella gestione del gruppo. Per esempio, in questo caso ci sno stati 38 convocati. Normale prevedere rotazioni. Importante mantenere gli stimoli e la condivisione degli obiettivi".