Lirola, da Sassuolo con vista sulla Juventus: "Dybala fenomeno, seguo Licht e Dani Alves"

Sassuolo per giocare, crescere e tornare a Torino più maturo. Questo il piano di Pol Lirola, che da fuori guarda e ammira la sua Juventus, studia Dani Alves e Lichtsteiner ma segue l'esempio e i dettami di Acerbi, che quando era giovane qualche sbandata l'ha presa (per sua stessa ammissione) e ora invece è l'esempio da seguire e controlla che i 'suoi' ragazzi non sprechino tempo e opportunità. Il classe '97 spagnolo alla prima stagione da titolare ha sorpreso tutti, anche se stesso, e già si prepara per la prossima stagione in neroverde, quella della consacrazione. Per poi prendere definitivamente il volo.

Pol, partiamo dall'inizio: ti ricordi quando ti han detto “ti vuole la Juve”? Cosa hai pensato? “Certo che me lo ricordo - racconta in esclusiva a Goal - Dopo una partita con l'Espanyol, il mio procuratore viene da me e mi dice: “C'è l'osservatore della Juve: ti vogliono subito a Torino, già a gennaio”. Non l'ho neanche fatto finire di parlare, avevo praticamente già fatto la valigia! Un'emozione incredibile sapere che un club così importante mi volesse, non ci ho pensato due volte”.

Com'è stato il primo impatto con Torino? “All'inizio è stato difficile, perché non parlavo la lingua. Mi son trasferito dalla Spagna da solo, vivevo in convitto e faticavo ad ambientarmi. Poi fortunatamente ho cominciato a imparare velocemente l'italiano e tutto si è sistemato. Adesso sto benissimo, mi sono ambientato  alla grande, vivo da solo e spesso mi vengono a trovare familiari e amici, dunque è tutto più semplice”.

E che emozione è stata entrare in uno spogliatoio come quello della Juve pieno di “mostri sacri”? “Una bella emozione. All'inizio ero un po' intimidito, ma poi i compagni mi hanno messo subito a mio agio. L'anno scorso ho legato molto con Morata, che è spagnolo come me e mi ha aiutato molto ad integrarmi. Comunque anche solo allenarsi con certi campioni è un'esperienza unica, perché impari tantissimo tecnicamente, tatticamente ma anche a livello di mentalità. Ogni giorno cercavo di “rubare” qualcosa”.

Chi ti ha impressionato di più della prima squadra? “Senza dubbio Dybala, un fenomeno assoluto. Ha assolutamente ragione Buffon, è sicuramente tra i primi cinque giocatori al Mondo. Tecnicamente è eccezionale”. Il tuo modello? “Inevitabilmente, per posizione in campo, guardo con molta attenzione sia Lichtsteiner sia Dani Alves. Interpretano il ruolo in maniera molto differente, ma sono due campioni assoluti. Guardo tutte le partite della Juve e cerco di studiare i loro movimenti per carpirne i segreti”.

Com'è nata l'opportunità Sassuolo e qual è il bilancio finora? “Ero in tournée con la Juventus in Australia e mi hanno informato della possibilità di venire qui. Ne ho parlato con la società e abbiamo convenuto che fosse la scelta migliore, perché questo è un club che punta sui giovani e li valorizza. Il bilancio è molto positivo, perché ero venuto qui per accumulare minutaggio, ma neanche io pensavo di giocare così tanto. Devo dire che fin da subito ce l'ho messa tutta per convincere il mister, ho lavorato duro e piano piano mi sono ritagliato il mio spazio”.

Peraltro sei partito fortissimo: pronti-via, hai segnato il primo goal della storia del Sassuolo in Europa League... “Già, una serata che difficilmente dimenticherò, professionalmente il giorno più bello della mia vita, perché è stato un gol storico e anche decisivo, per di più segnato contro una squadra spagnola. Un'esperienza quasi surreale. Peccato che non sia bastato per andare avanti nella competizione, questo forse è il più grande dispiacere di questa stagione”.

Abbiamo parlato di Dybala nella Juve, chi invece ti ha impressionato del Sassuolo? “Acerbi. E' un robot, gioca sempre, non so da quanto non salti una partita. E' impressionante vederlo in allenamento per come lavora, è davvero un esempio. E poi è un grande uomo, c'è sempre qualcosa da imparare da lui”.

Pol Lirola Juventus Italy

Quali obiettivi ti sei posto da qui alla fine della stagione? “Sono stato fermo un mese e mezzo per infortunio e ho perso un po' il ritmo. Ora vorrei chiudere al meglio il campionato, cercando di giocare il più possibile e continuare ad acquisire esperienza, che mi sarà molto utile per il futuro e cominciare la prossima stagione al meglio”.

Se dovessi guardare oltre, invece, cosa ti auguri per il tuo futuro? “A Sassuolo sono in prestito biennale e qui sto benissimo. Come ho detto prima, è un ambiente ideale per un giovane che voglia fare esperienza e crescere. Poi, ovviamente, il mio sogno, un giorno, è quello di tornare alla Juve e giocare, anche se so che dovrò lavorare duramente per riuscirci, perché è davvero uno squadrone...”.

A proposito, ti aspettavi la qualificazione ai danni del Barcellona? “Sinceramente sì e l'avevo detto anche prima della gara di andata. Poi dopo la prestazione di Torino ero sicuro che sarebbero riusciti a passare il turno, perché non li fai tre gol a questa Juve, è troppo forte dietro. La cosa che mi ha impressionato di più, però, è come la squadra abbia aggredito il Barcellona all'inizio della gara di Torino, li hanno assaliti, sono stati devastanti”. E ora? Come vedi la gara contro il Monaco? “Secondo me possono superare anche questo turno e arrivare in finale, dove probabilmente troveranno il Real Madrid, che batterà l'Atletico”.

Allora dicci anche come va a finire a questo punto... “Secondo me questa Juve ha tutte le carte in regola per vincere la Champions League. Se vuoi vincere o anche pareggiare contro una squadra così, devi fare la partita della vita e sperare che non siano in giornata. Dovesse veramente arrivare in finale con il Real, di certo non parte battuta, perché in attacco fanno paura, ma anche la difesa bianconera è fenomenale. Non altrettanto, invece, quella del Real Madrid, che concede molto. Penso a Dybala, Higuain, Mandzukic, Cuadrado: possono fare molto male...”.

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