L'Italia è tornata a sognare e far sognare grazie a Mancini: il rinnovo non può aspettare l'Europeo

Federico Albrizio
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Un'altra vittoria per iniziare al meglio il cammino nelle qualificazioni ai Mondiali del 2022 in Qatar e per ribadire un fatto: l'Italia, quella vera, è tornata e ha ripreso a sognare e a far sognare i propri tifosi. E il principale artefice di questo primo successo è senza dubbio Roberto Mancini. I meriti del ct nella rinascita azzurra sono innegabili, soprattutto se si pensa alle condizioni in cui prese le redini della Nazionale nel 2018: distrutta, depressa dopo il fallimento contro la Svezia e la mancata partecipazione ai Mondiali di Russia. Mancini ha raccolto i cocci e ha ridisegnato il nuovo progetto, trovando la formula vincente.

MORALE ALLE STELLE - Partendo, prima di tutto dallo spirito. "Tutti i giocatori vogliono andare in Nazionale, l'ambiente è magico, stare qui ti rigenera", ha ribadito Chiellini alla vigilia dell'Irlanda del Nord, un concetto espresso a più riprese da tutti i giocatori che negli ultimi due anni hanno fatto parte del gruppo azzurro. La Svezia è una ferita ancora aperta e che solo la partecipazione ai prossimi Mondiali potrà lenire, ma la depressione non è più di casa a Coverciano: morale alle stelle, che diventa scintilla per tenere sempre alte tensione agonistica e concentrazione nonostante i mesi di distanza tra un raduno e l'altro e una situazione, data dalla pandemia, che può privare di pedine chiave da un momento all'altro.

BELLA E CONCRETA - Spirito sì, ma la grande forza della nuova Italia è un'identità tecnica e tattica ben definita, che permette di mantenere gli stessi standard di rendimento pur variando gli interpreti, fattore necessario soprattutto in questa sosta visti i tre impegni ravvicinati. La Nazionale palleggia e tiene il controllo del gioco, ma sa anche adattarsi alle situazioni e vincere soffrendo, anche in maniera più 'sporca'. Per fare un esempio, anche dopo la vittoria contro l'Irlanda del Nord Mancini ha sottolineato come la decantata costruzione dal basso non sia un diktat assoluto, ma possa essere abbandonata per far correre la palla in avanti ed eludere così il pressing avversario. Bella e concreta, non sono un caso dunque il filotto di risultati utili consecutivi (l'Italia non perde dal 10 settembre 2018, 1-0 Portogallo nella fase a gironi della Nations League) e l'imbattibilità casalinga nelle prime 15 partite casalinghe da ct per Mancini, impresa riuscita prima solo ad altri due mostri sacri della panchina azzurra come Bearzot e Lippi.

RINNOVO SUBITO - I numeri non mentono, seppur contro un avversario non temibile come altre nazionali il successo con l'Irlanda del Nord ha rafforzato la consapevolezza dell'Italia di essere sulla strada giusta per tornare ad essere una corazzata, fondamentale in vista degli Europei. Ai quali gli Azzurri dovranno arrivare con un'altra certezza: il rinnovo di Mancini già in tasca. Impensabile pensare di rinviare i discorsi al termine della competizione, Gravina e la Figc lo sanno e hanno di fatto già mosso i primi passi per blindare fin da subito il ct con un contratto lungo (fino al 2024) e un ingaggio migliorato (quasi 3 milioni a stagione, più bonus legati a risultati). E non sorprende che sul tavolo ci sia l'ipotesi di rendere Mancini direttore tecnico-supervisore di tutte le squadre maschili dall'Under 21 in giù, scelta che permetterebbe di coordinare la crescita dei giovani e il loro inserimento graduale in Nazionale maggiore, in vista di un rinnovamento che possa continuare nel solco di quello che già si sta vivendo con l'approdo dei tanti baby talenti via via approdati in squadra. Mancini è il vero top player di questa Italia, blindarlo subito è una necessità e un dovere.

@Albri_Fede90

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